Il dr. Howard Chang della Stanford University School of Medicine ha scoperto recentemente che per evitare l’invecchiamento della pella basta solo fermare l’azione che compie un solo gene, questo metodo addirittura ringiovanisce la pelle!.
L’ esperimento del dr. Howard Chang si e’ svolto in una cavia da lavoratorio, il dr. chang ha bloccato il gene NF-Kappa-B, e si e’ dimostrato che nemmeno dopo due settimane compiute, la pelle dei roditori era simile a quella dei roditori piu’ giovani!.
Una scoperta straordinaria che se verra’ resa idonea su carta, un giorno probabilmente sara’ disponibile per noi esseri umani!.
Scoperta che potra’ rivolutzionare seriamente la nostra vita quotidiana!
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Un quarto dei diabetici di tipo 1 da lungo tempo produrrebbe ancora insulina
Uno studio condotto al Joslin Diabetes Center su pazienti diabetici di tipo 1 con più di 50 anni di malattia alle spalle e con poche complicanze, ha rivelato che più del 27% dei soggetti osservati aveva un pancreas ancora in grado di secernere una certa quantità d’insulina. Secondo il Dr. King, principale investigatore dello studio, un sottogruppo di 52 pazienti presentava bassi livelli di autoanticorpi come GAD e IA2, indicando la presenza residua di isole pancreatiche producenti insulina e C peptide. “Questa scoperta ci ha sorpreso molto e allo stesso tempo ne siamo eccitati poiché possiamo determinare il motivo per cui questo gruppo produce ancora insulina e quindi avere un nuovo trattamento per il diabete” continua il Dr. King. “I pazienti continueranno ad essere seguiti con attenti follow up e il loro pancreas verrà sottoposto ad autopsia una volta deceduti”.
(Repubblica.it) Il sito repubblica.it oggi ha postato un articolo molto interessante riguardo uno strumento chiamato NASO LASER che scopre le malattie dopo un semplice soffio.Vi riporto qui l’articolo, davvero interessante:
In futuro si forse scoprirà anche dall’alito se si è affetti da qualche malattia. Almeno questo fa sperare una ricerca dell’università statunitense di Boulder servendosi del laser.
I ricercatori americani si sono basati sulla caratteristica comune a tutte le molecole di riflettere a una lunghezza d’onda caratteristica la luce laser. Lo strumento sviluppato, descritto sulla rivista Optical Express, riesce ad analizzare un ampio spettro di luce, e quindi a determinare simultaneamente la concentrazione di diverse sostanze presenti nell’alito, alcune delle quali sono «sentinelle» di diverse malattie. Nei test di laboratorio i ricercatori si sono concentrati sull’ammoniaca, che si produce in caso di problemi ai reni, sul monossido di carbonio e sul metano, che è un prodotto dell’attività di alcuni tumori, riuscendo a determinarne la presenza a concentrazioni molto basse in alcuni volontari. I test proseguiranno per cercare altre molecole semplici come la metilammina, indice di problemi al fegato, e l’ossido nitrico, «campanello d’allarme» per l’asma. «Una volta messa a punto questa tecnica sarà più veloce ed economica di quelle tradizionali - spiega Jun Ye, coordinatore dello studio - e potrà indagare in una stessa analisi sui circa mille indicatori di malattie già individuati per l’alito».
25 anni fa fu brevettato il primo farmaco realizzato in laboratorio con tecniche biotecnologiche: l’insulina. Da allora sono stati emessi numerosissimi brevetti che stanno per scadere, e ciò ha determinato la possibilità di realizzare farmaci “biosimilari”, prodotti simili, ma non uguali, ai prodotti originari. Nasce quindi la necessità di capire meglio in che cosa consiste la differenza tra farmaci biotecnologici e farmaci “biosimilari”, visto l’imminente arrivo di quest’ultimi in Italia.
Uno studio condotto da alcuni scienziati della Boston University, e successivamente pubblicato nel Journal of the American Society of nephrology, ha dimostrato che alcuni farmaci probiotici a base di batterio Oxalobacter possono ridurre il rischio di sviluppo di calcoli. L’esperimento è stato effettuato su un gruppo di pazienti con calcoli renali ricorrenti ed un altro sano come controllo. Misurando e controllando in ognuno di essi l’escrezione nelle urine di ossalato di calcio e le abitudini alimentari, si è notato che l’Oxalobacter formigenes è capace di diminuire del 70% il rischi di formazione di calcoli. Ciò avviene poichè è capace di metabolizzare l’ossalato di calcio nel tratto intestinale. Questa nuova tecnica consentirebbe di evitare l’utilizzo delle onde d’urto che a volte non risolvono completamente il problema, oltre ad essere dolorose e dannose per i reni.
futuroprossimo ha postato un interessantissima notizia che vi riporto.
Un nuovo dispositivo che utilizza un piccolo magnete potrà aiutare i disabili a guidare una sedia a rotelle o ad operare su un computer con il solo utilizzo della lingua.
Il magnete, grande poco più di un chicco di riso, trasmette direttamente i movimenti della lingua ad un cursore sullo schermo, o ai servomeccanismi di una sedia a rotelle:”può essere comodamente impiantato sotto la lingua,” dicono al Georgia Institute of Technology.
“Abbiamo scelto la lingua per sviluppare il sistema, perchè a differenza di mani e piedi che sono controllati dal cervello attraverso il midollo spinale, tra la lingua e il cervello vi è solo il nervo cranico, che generalmente non subisce danni in caso di lesioni spinali o squilibri neuromuscolari,” dichiara Maysam Ghovanloo, l’assistente che ha collaborato al progetto.
“I movimenti della lingua sono rapidi, accurati e non richiedono molto sforzo o eccessiva concentrazione”. Una speciale cuffia ‘cattura’ la traccia magnetica lasciata dal mouse e trasmette i corrispondenti segnali ad un piccolo computer portatile da indossare o montare su una sedia a rotelle.
“Questo dispositivo potrebbe rivoluzionare il campo delle tecnologie per i disabili, aiutando pazienti colpiti da un gran numero di disabilità, rendendoli di nuovo attivi, indipendenti e produttivi”.
Nello specifico, questa invenzione cambierà la vita di pazienti colpiti da alcune forme di:
- Tetraplegia (può essere dovuta a una lesione della colonna vertebrale di solito nella parte alta, dorsale o cervicale, più raramente a ictus o tumori cerebrali molto estesi)
- Sclerosi laterale amiotrofica
- Distrofia muscolare
- Sclerosi multipla
- Paralisi Cerebrale infantile
I ricercatori affermano che il computer può essere programmato in maniera individuale e personalizzata: un paziente può potenzialmente ‘addestrare’ il suo sistema ad eseguire un comando per ogni dente che tocca con la lingua.
Il dispositivo è stato già testato su 12 disabili volontari: Ghovanloo sta per allargare i tests ad un gran numero di individui.
Volevo segnalarvi una notizia rilasciata da -(apcom)- molto interessante ecco a voi:
Dovrebbe vedere la luce fra meno di nove mesi la prima bambina esente dal gene ereditario del cancro al seno. Lo rende noto oggi il sito online del domenicale ‘Sunday Times’. La mamma, una donna britannica di 27 anni, aveva deciso di sottoporsi ad uno screening dei suoi geni in quanto il ventottenne marito era risultato positivo al test effettuato, al pari di tutte le donne della famiglia del coniuge: cognata, suocera, nonna e cugina le quali avevano avuto tutte il cancro al seno. Tanto più che, nelle analisi seguite dalla donna mentre era incinta, i dottori avevano rintracciato lo stesso gene ereditario a causa del quale l’embrione avrebbe avuto più del 50% delle possibilità di sviluppare il cancro.
Nonostante fosse fertile, la coppia aveva deciso comunque di sottoporsi alla fecondazione in vitro in modo da creare embrioni che potessero essere esaminati in laboratorio. Dei test svolti sugli undici embrioni, condotti rimuovendo un’unica cellula quando avevano solo tre giorni, sei sono risultati positivi ai test sul cancro al seno, mentre dei restanti cinque embrioni sani privi del gene maligno, due sono stati impiantanti nell’utero della donna ed hanno dato luogo alla gravidanza sana. La donna è ora incinta di quattordici settimane e la coppia ha deciso di congelare altri due embrioni sani per un eventuale impiego futuro.
“Il trattamento al quale sono stata sottoposta non è stato niente paragonato alle sofferenze alle quali ho dovuto assistere nei membri della famiglia di mio marito” ha dichiarato la donna.
“Le donne hanno ora la facoltà di sottoporsi a trattamenti che evitino il passaggio del gene maligno al feto e questo potrebbe diventare per la medicina un modo di sradicare definitivamente i problema nelle famiglie” ha indicato il dottor Paul Serhal, medico della coppia e direttore sanitario dell’Unità di Fecondazione assistita della University College dell’Ospedale di Londra, il quale ha in cura anche altre coppie portatrici sane del gene che causa il cancro alla vista e quello agli organi interni.
Secondo le ultime ricerche svolte, circa il 5% dei 44mila casi di cancro al seno diagnosticati ogni anno in Gran Bretagna sarebbe causato dai geni maligni Brca-1 e Brca-2, ambedue rilevabili negli embrioni.
Una donna di Foggia è arrivata in sala parto con un’insolita richiesta: “Ho paura, voglio essere tranquillizzata solo dai carabinieri”. A nulla sono valse le rassicurazioni dei medici degli Ospedali riuniti, che avevano ottenuto la presenza di una guardia giurata. L’insolita richiesta è stata così inoltrata al centralino del 112 e due militari hanno raggiunto l’ospedale per rassicurare la paziente, che ha poi dato alla luce una bimba.
La donna, 41enne, doveva partorire urgentemente e così i medici del reparto di ostetricia dell’ospedale pugliese non hanno perso tempo allertando una pattuglia della compagnia dei carabinieri di Foggia. Pochi minuti dopo l’arrivo dei militari la partoriente si è rilassata e seguito i medici nelle procedure di parto. Girata la testa verso la finestra del reparto, la neo mamma con in braccio la sua bimba ha salutato i due uomini in divisa.
La ‘manutenzione’ di ciascun organo del nostro corpo spetta a distinte popolazioni di cellule staminali adulte. Gli esperti hanno ‘tracciato’ le cellule progenitrici dell’intestino con una molecola che le ‘colora’ di blu e, seguendo la ’scia blu’, hanno scoperto che queste staminali partecipano alla ‘manutenzione ordinaria’ di una sola porzione dell’intestino. Cio’ significa che il mantenimento delle altre parti dell’organo spetta ad altre popolazioni.
Ogni 4 ore, nel nostro Paese, una persona scopre di avere la sclerosi multipla. La ricerca puo’ essere aiutata con unminutoallaricerca.it. Per guadagnare minuti preziosi si puo’ aiutare la ricerca grazie all’iniziativa unminutoallaricerca.it, promossa dall’Associazione nazionale sclerosi multipla: bastera’ collegarsi al sito per ‘acquistare’ un minuto al costo di 1 euro. Intanto, fino al 31 maggio sara’ anche possibile contribuire con gli sms solidali.




