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Archive for the ‘Scienza’ Category

Giu-28-08

Su marte si potrebbero piantare asparagi!

posted by marco

Su Marte esistono le condizioni per la vita. L’annuncio è stato dato dagli scienziati della Nasa responsabili della missione della sonda Phoenix, giunta sul pianeta dopo un viaggio di dieci mesi. Sommato a quello delle tracce di acqua individuate nel metro cubo di suolo raccolto dal braccio robotizzato e analizzato dalla sonda apre la strada a scenari che fino ad oggi era solo possibile ipotizzare. E nell’emisfero settentrionale sono state individuate le tracce di un gigantesco impatto cosmico.
Gli scienziati della Nasa hanno dato la notizia che su Marte esistono le conzioni per la vita. Hanno concluso con questa affermazioni sommato a quello delle tracce di acqua individuate su marte, analizzato e solo oggi e’ stato possibile ipotizzarlo.
Anche nell’ emisfero settendirionale sono state individiuat le traccie di un gigantesco impatto cosmico.

Le parole dello scenziato Sam Kounaves sono state le seguenti: “Abbiamo trovato quelli che sembrano essere i requisiti base, cioè le sostanze nutrienti per sostenere la vita nel passato, nel presente o nel futuro”, continua “E’ il tipo di suolo che potrebbe essere trovato nel vostro giardino, ricco cioè di sostanze alcaline - ha aggiunto lo scienziato - E’ un suolo dove potrebbero crescere degli asparagi. Sono dati molto eccitanti per noi”.

Conclude lo scenziato dicendo che Marte di sicuro avra’ altre sorprese.

Le sonde della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Global Surveyor hanno fotografato quello che potrebbe essere il cratere più grande del nostro sistema solare. Stando a quanto riferito dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory dell’Agenzia spaziale statunitense.

L’ enorme cratere e’ situato nell emisfero settendrionale di Marte, che viene chiamata Conca Boreale, addirittura esso copre circa il 40% della superfice del pianeta.

Studi hanno ipotizzato che potrebbe essere stato creato da un impatto cosmico risalente a 3,9 miliardi di anni fa, cioe’ proprio all’inizio della formazione del sistema solare.

L’esperto della nasa Michel Meyer ha affermato e concluso “Sono dati impressionanti che hanno implicazioni non soltanto in relazione all’evoluzione di Marte ma anche della Terra”. Questi dati probabilmente potrebbero aiutare a risolvere un grande mistero: perché i terreni degli emisferi di Marte sono così differenti?

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Apr-17-08

Blu-ray, avvenire difficile?

posted by admin

Una grandissima parte dell’utenza high-tech si è trovata bloccata davanti ad un bivio negli ultimi tempi: HD-DVD o Blu-Ray? Le motivazioni a favore di entrambe le parti erano molto accreditate, fra i diversi sbandieratori del formato HD-DVD c’era chi sosteneva che costasse meno e di conseguenza l’orientamento verso quel formato era d’obbligo.
Oggi questa realtà non esiste più: Blu-ray ha schiacciato il suo rivale in una battaglia combattuta a colpi di alta definizione;
L’utenza ha le spalle al muro, il formato da scegliere è uno, chi sperava che i drive Blu-ray scendessero rapidamente di prezzo (e chi si trova ora a sperarlo) deve ricredersi: sembra infatti che non sarà possibile comprare un lettore Blu-ray nell’arco di un anno per coloro che avevano preventivato un calo di prezzo in questo lasso di tempo.
Diversi osservatori hanno pronunciato una sentenza sul noto formato sony: non solo i dispositivi blu-ray caleranno molto lentamente di prezzo, anche i dischi blu-ray potrebbero andare incontro ad un rincaro lungo questo 2008.
Ma perchè questo triste avvenire? Secondo le analisi condotte, nel mercato del nuovissimo formato incidono due aspetti non da poco: il boom di richiesta verso il formato, aspetto positivo certamente, ma forse per l’incapacità dei produttori, la marcia non viene ingranata poichè si hanno difficoltà nel rispondere in modo adeguato; in secondo luogo incide anche l’incremento del costo dei gruppi ottici, apparati di fondamentale importanza per i drive a laser blu.
Come ci si può aspettare, la domanda verso una nuova tecnologia è sempre forte: fanatici, curiosi, e semplici consumatori passeranno presto a blu-ray; la società di analisi Screen Digest tramite Timesonline lascia intendere che entro la fine dell’anno corrente il volume del mercato e della richiesta di dischi ottici blu-ray aumenterà di ben tre volte;
attualmente le cifre stimate parlano chiaro: entro fine anno la cifra complessiva della domanda verso il nuovo supporto ottico raggiungerà quota 43 milioni di unità.
Parlando sempre di stime numeriche, lo svantaggio alla base di quanto detto starebbe nel fatto che sony, azienda ‘proprietaria’ nonchè maggior produttore di supporti ottici di nuova generazione sarebbe sostanzialmente in grado di soddisfare solo il 60-70% della richiesta, il prodotto netto per tenere a bada una tale fetta di mercato corrisponde ad un massimo di 38 milioni di dischi prodotti entro fine 2008.
Conseguenza di questo? Facile: il prezzo dei media potrebbe restare molto salato, o peggio ancora, salire lievemente.
La situazione è analoga per il mercato dei blu-ray drives: Digitimes riporta che a causa del rincaro delle testine ottiche e di altri componenti di cui un drive di questo genere è solitamente composto, i prezzi dei lettori e masterizzatori potrebbero crescere addirittura del 5-10% entro breve, una situazione analoga si è gia verificata non molto tempo fa, ricordiamo che nella seconda metà del 2007 il mercato analizzato ha gia sofferto di un primo rincaro.
Quelli per il 2008 sono dunque dei pronostici duri, le previsioni dei produttori di PC erano che i drive Blu-ray calassero di circa il 7% a trimestre, arrivando dunque a costare circa il 30% in meno rispetto al prezzo attuale, entro la fine del 2008.
Il mercato è comunque qualcosa di estremamente variabile e dinamico, gli stessi analisti che hanno sentenziato quanto detto fin’ora, hanno dichiarato che le stime da loro redatte sono completamente da rivedere a causa di nuovi dati di mercato!
Certo è che, prima o poi, le tasche dei consumatori verranno accontentate, blu-ray (parlando guardando al futuro) come successore all’attuale DVD non potrà/dovrà rimanere un prodotto salato!

Esiste un qualche ente che sia in grado di premiare le migliori tecnologie emergenti? Si esiste e si chiama Millennium Prize Foundation! Bene, ma dunque esiste una qualche specie di concorso che consegni “l’oscar” alla migliore tecnologia? Certo, il finlandese Millennium Technology Prize che ha cadenza biennale e che ad oggi ha premiato le più grandi e innovative tecnologie.
Il concorso è giovane, siamo alla terza edizione dopo quella del 2004 e del 2006, quest’anno ad aggiudicarsi la cospicua somma di 1,15 milioni di euro sarà chi presenterà “innovazioni tecnologiche che offrono risposte alle sfide del nostro tempo e migliorano la qualità della vita”, si noti che della somma di denaro, 800mila euro andranno al vincitore del concorso mentre 115 mila euro a ciascuno dei due restanti partecipanti.
Chi saranno i partecipanti? Calma, di questo parleremo a breve, per ora voglio focalizzare la vostra attenzione sulle precedenti edizioni del Millennium Technology Prize: premiati nelle scorse edizioni il LED e il WWW (world wide web), in generale il premio viene assegnato al frutto di una ricerca condotta nei settori riguardanti la salute e scienze umane, l’informazione e la comunicazione, i nuovi materiali oppure le energie.
Per questa edizione del noto concorso (vanto dell’intera finlandia e simbolo di ringraziamento verso i benefici tratti dall’economia mondiale) sono stati scelti i personaggi chiave a proposito delle tecnologie alla base del “DNA fingerprinting”, l’invenzione dei biomateriali innovativi, che sono alla base delle comunicazioni digitali odiere e delle fibre ottiche
Il Professor Sir Alec Jeffreys del Dipartimento di Genetica dell’università inglese di Leicester è stato scelto per i meriti condotti nell’ambito della ricerca che ha portato allo sviluppo della tecnologia di replicazione del DNA.
Questa tecnologia viene usata nelle indagini forensi per chiarire la dispute sulla paternità, sull’immigrazione e anche per l’identificazione dei criminali, e per giustificare la scelta del primo candidato la fondazione ha scritto che “nessun altro sviluppo nella moderna genetica ha avuto un impatto così profondo in utto il mondo sulle vite di milioni di persone”.
Ammesso alla finale anche un docente del MIT (il famosissimo Massachusetts Institute of Technology che ha sviluppato decenni fa il tanto rinnomato ARPANET, sistema alla base dell’odierna concezione di Internet) ovvero il professore Robert Langer, per meriti alla medicina e alla biotecnologia, una delle sue ‘opere’ è senza ombra di dubbio la tecnologia di diffusione intradermale, a proposito di lui l’associazione scrive: “i sistemi di diffusione intradermale che permettono la somministrazione di farmaci attraverso la pelle senza dover ricorrere a metodi invasivi”: le ricerche del professore sono state in grado di aprire le porte a nuovi modi di cura del cancro al cervello e allo sviluppo di tecniche per la sinterizzazione di tessuti bioartificiali in grado di sostituire quelli danneggiati; è recente la notizia di una tecnica in grado di trasformare semplici cellule epidermiche in neuroni da usare come cura verso il parkinson – semplici cellule epidermiche, niente cellule embrionali e niente problemi di natura etica.
Ultimo candidato è Andrew J. Viterbi, presidente del Viterbi Group LLC nonchè Professore Emerito presso la University of Southern California, candidato per l’invenzione del “Viterbi algorithm” una tecnica applicata nel campo delle telecomunicazioni mobili per eliminare il rumore di fondo, lo stesso rumore che comunemente rende distorta una comunicazione fra dispositivi elettrionici, anche verso lo spazio esterno, il riconoscimento vocale e l’analisi del DNA, ovviamente anche queste innovazioni sono state giudicate di alto merito dalla fondazione finlandese.
Anche i contributi del professor Emmanuel Desurvire, del dottor Randy Gilles e del professor David N. Payne ch hanno contribuito alle telecomunicazioni globali grazie alla “straordinaria invenzione degli amplificatori in fibra drogada all’erbio”; questi amplificatori vengono impiegati per aumentare la capacità di trasmissione dei segnali luminosi che per viaggiare lungo un mezzo trasmissivo consumano la loro energia e dunque si degradano, questi risvolti tecnici dunque sono da ammirare ora che la maggioranza delle reti funziona tramite fibre ottiche.
Grandi tecnologie, grandi innovazioni quelle candidate alla premiazione finale che si terrà il prossimo 11 giugno.

Tutti gli appassionati della grande rete, prima o poi, si pongono una domanda: “qual’è il tragitto che i miei dati percorrono?” e gia non è argomento da poco, i più curiosi invece si pongono l’altrettanto curiosa domanda: “ma i dati che a volte non giungono a destinazione, dove finiscono?”; c’è poco da dire, queste sono questioni riservate a esperti del settore, ma nell’eventualità che nemmeno questi riescano a risolvere la queestione, l’università di Washington ha pensato bene di creare il cosiddetto progetto ‘Hubble’ e no, non preoccupatevi, non ha niente a che vedere con galassie e stelle: al contrario è un progetto mirato all’analisi del comportamento della grande rete!
Hubble ha gia ’sputato’ fuori qualche sentenza durante i suoi primi mesi di funzionamento: l’attività di internet non è persistente e uniforme, infatti vi sarebbero circa 10mila punti ciechi della rete dove per un motivo non identificato il traffico si interrompe e ogni comunicazione cessa di esistere.
Ma hubble come funziona? Beh il ragionamento è semplice, la forza muscolare del progetto è formata da circa 100 supercomputer connessi in quello che viene definito PlanetLab Network, ovvero, una rete accademica diramata lungo i diversi istituti di tutto il mondo (lo scopo di questa rete è quello di sviluppare applicazioni di rete – all’incirca 1000 host).
Basti dire che Hubble, per coprire il 90% della superficie virtuale di Internet, necessita di ’sole’ 100 unità del PlanetLab Network; sistema abbastanza interessante è quello alla base del funzionamento logico di Hubble: il tutto si basa su un sistema di ascolto e feedback: in pratica, questi computer restano in status passivo, durante questo periodo di tempo ’sniffano’ il traffico di rete registrandone i dati, qualora si verifichi un solo problema, Hubble termina la fase di ‘ascolto’ per passare a quella di feedback, quando, attraverso due sessioni di 15 minuti l’una (sinceramente i tempi mi sembrano abbastanza lunghi per un’applicazione che per definizione dovrebbe avere tempistiche prossime al tempo reale) viene comunicata la presenza di una instabilità della rete e al contempo vengono avviati dei controlli incrociati.
Progetto intelligente dunque, eppure le capacità di hubble non sono tutte nella ricerca dei punti morti della rete: ammettendo che venga trovato un punto morto, Hubble deve comunque accertarsi che questo lo sia veramente! Tramite i controlli incrociati, il sistema avvia la fase di ‘analisi della reperibilità parziale’, spesso infatti, può capitare che nella risoluzione degli indirizzi, un dato IP sia raggiungibile da una parte degli host e irraggiungibile da un’altra parte!
Se un pacchetto inviato ad una rete, sia in unicast che in broadcast, si perde lungo tortuosi cammini virtuali magari non arrivando a destinazione, è possibile che un’altra rete sia in grado di assimilare il pacchetto, in questo caso hubble tiene traccia di quanto accaduto.
Ovviamente un network di tale ampiezza, DEVE godere di un’accessibilità di primo livello: ebbene combinando i dati forniti da google maps, hubble è arricchita da un’interfaccia grafica che sappia mostrare in tempo reale la locazione geografica dei ‘punti di non ritorno’ della grande rete.
Ripensiamoci, quanto detto ha qualcosa di incredibile: una rete che analizza la grande rete, una sorta di occhio vigile su un mondo senza confini, fa paura sapere che ad oggi la rete ha identificato circa 800mila punti morti, i nuovi protocolli, la diversificazione delle reti, il cambio tecnologico continuo, costringono il network globale a tutta una serie di sforzi (si pensi ad operazioni di tunneling e di internetworking in generale): questo ovviamente fa venir meno la stabilità di tutto il sistema.
I punti morti, non sono spesso pericoli statici, infatti in una rete orientata al point-to-point è molto probabile che un pacchetto venga instradato lungo differenti percorsi, una perdita di connessione potrebbe quindi verificarsi ovunque!
Nonostante le nozioni teoriche, c’è da dire che il concetto di base è strabiliante: siamo curiosi di vedere come le ricerche condotte da hubble serviranno per il potenziamento di tutto Internet.

Apr-15-08

Test di tossicità sui tessuti

posted by daniela

I ricercatori al lavoro presso l’ Istituto di tossicologia e medicina sperimentale, Fraunhofer (ITEM) stanno studiando dei metodi alternativi alla sperimentazione di massa sugli animali degli allergeni che sono assorbiti per inalazione. Il direttore del progetto, Armin Braun ha spiegato: «Anziché somministrare sostanze chimiche agli animali vivi per verificarne il rischio allergico, utilizziamo campioni di tessuto polmonare» Solitamente il tessuto viene preso da roditori e tagliato in sottili parti che sono state denominate «precision-cut lung slices» (PCLS). Su queste parti viene applicata la sostanza chimica che viene testata poi viene valutata la reazione del tessuto. Gli stessi ricercatori spiegano che: «questi test in vitro [provette], effettuati in un contenitore di coltura, richiedono l’utilizzo di un numero molto inferiore di animali, solo la quantità necessaria per prelevare il tessuto polmonare»

Apr-15-08

Thales Alenia Space/satellite Sentinel-3

posted by daniela

Thales Alenia Space ha firmato l’accordo per 305 milioni di euro con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per la costruzione del satellite di osservazione della terra Sentinel-3, il primo satellite che sarà utilizzato per lo studio oceanografico e per il monitoraggio della vegetazione.
Il lancio del satellite Sentinel-3 è previsto per il 2012 e fa parte del progetto GMES, co-finanziato da ESA e dalla Commissione Europea.

Apr-15-08

Gli elefanti hanno “antenati acquatici”

posted by daniela

Uno studio fossile ha suggerito che 37 milionidi anni fa un antico antenato dell’elefante ha vissuto in acqua ed ha avuto uno stile di vita simile a quello di un ippopotamo.
Gli scienziati dell’ Oxford University e Stony Brook University di New York hanno analizzato i segni chimici presenti nei denti del fossile che hanno indicato che l’animale ha vissuto in fiumi e paludi.
Lo studio, pubblicato in Proceedings of the National Academy , potrebbe far luce sullo stile di vita e il comportamento degli elefanti di oggi.
Il Dottor Erik Seiffert, co-autore dello studio in una intervista alla BBC si è così espresso: “ora possiamo veramente cominciare a pensare a come il loro stile di vita e comportamenti avrebbe potuto essere caratterizzato da un tipo molto diverso di esistenza nel lontano passato” - “potrebbe aiutare a comprendere di più circa l’origine dell’anatomia e ecologia della vita degli elefanti.”

Apr-14-08

Google ha reso omaggio a Meucci

posted by daniela

Ricorre il bicentenario della nascita di Antonio Meucci e il motore di ricerca più utilizzato in internet, Google, gli rende omaggio con un logo tutto dedicato allo scienziato.
Meucci nacque a San Frediano di Firenze il 13 aprile 1808 e nel 1854, a New York, realizzò quello da lui definito il “telettrofono” che sarebbe poi in prototipo del telefono, e prevedeva la trsmissione della voce per via elettrica.
Sul logo, pagine di approfondimento della vita e delle scoperte di Meucci.

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Apr-12-08

Cromoterapia: scegliamo i colori giusti

posted by daniela

Molto spesso si soffre di insonnia a comunque si dorme male, alcuni vantaggi nel nostro riposo li possiamo avere seguendo i consigli della cromoterapia.

Secondo la cromoterapia infatti, colori e luce possono modificare il nostro equilibrio è quindi consigliato scegliere per un buon riposo i colori freddi, che rilassano e regolarizzano il battito del cuore. Il blu è indicato per chi è agitato mentre il verde se si è molto stressati. Il colore viola è sempre bene usarlo poco infatti può essere un colore deprimente e abbassare le nostre energie.

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Apr-11-08

Superuomo:cromosoma artificiale

posted by daniela

Sentiamo spesso parlare dei numerosi studi sul Dna e ogni tanto il pensiero arriva di certo all’ipotesi che un giorno, magari non troppo lontano, oltre alla clonazione della pecora Dolly si possa arrivare a creare un cosiddeto uomo sintetico.
Un biologo statunitense, di nome Craig Venter ,direttore del Joint Committee on Vaccination and Immunisation , sembra credere concretamente che questo sia possibile.
Secondo Venter, che ha riprodotto in laboratorio per la prima volta al mondo la sequenza completa del dna umano ed è quindi il creatore del primo artificiale, ci sono già i presupposti per un esperimento del genere e addirittura già nel ventesimo secolo qualche scienziato potrebbe provarci ma ammette lui stesso che i più sono come lui contrari ad esperimenti di questo tipo i quindi è improbabile che qualcuno faccia il grande passo.
Il DNA, riprodotto in laboratorio dallo scienziato e dai suoi collaboratori, è costituito da frammenti, ognuno dei quali che possiamo immaginare come una specie di piccolo mattoncino costituito da 5-7000 coppie di basi azotate.
D.L.

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