“Confermare 16 anni alla Franzoni”
La condanna a 16 anni di reclusione nei confronti di Annamaria Franzoni deve essere confermata. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani ai giudici della I sezione penale. “Con umana sofferenza ma con giuridica certezza”, Ciani ha sollecitato il rigetto del ricorso della difesa della “mamma di Cogne”, accusata di aver ucciso il figlioletto Samuele il 30 gennaio del 2002.
Con una requisitoria durata poco più di un’ora, la pubblica accusa della Cassazione ha confermato punto per punto la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino dello scorso 27 aprile, definendola “logicamente motivata”, “sorretta da motivazioni logiche”, insomma “condivisibile”.
Per il sostituto procuratore generale è valida la metodica usata per la perizia psichiatrica effettuata dalla Corte d’assise d’appello e sono da respingere tutte le obiezioni avanzate dai difensori della Franzoni. Ciani ha ritenuto che i periti hanno potuto effettuare una perizia psichiatrica sulla Franzoni attraverso “le trasmissioni televisive e radiofoniche messe a disposizione, dalle intercettazioni di conversazioni e da telefonate”: il pg, d’accordo con i giudici di merito, ha condiviso “la scientificità della perizia”.
Inoltre, sempre a modo di vedere della pubblica accusa della Cassazione, la responsabilità della Franzoni nel compiere l’omicidio del figlio come pure il movente “non sono state dedotte dalla perizia ma su risultanze processuali ben precise”. Quanto al capitolo arma, per altro mai ritrovata, il pg pur ricordando che siamo di fronte ad un “processo
indiziario”, ha ritenuto condivisibile il giudizio cui è pervenuta la Corte d’Appello “nell’escludere che l’arma del delitto sia stato un sabot, come sostenuto dai consulenti della difesa, e, attraverso un giudizio di verosimiglianza, si sia invece sostenuto che l’arma del delitto possa essere un pentolino o un mestolo per quella tracce di rame rinvenuta sul corpicino di Samuele. Un giudizio- ha sottolineato Ciani- che deve essere ritenuto accettabile in questa sede non essendo stata fatta una prospettazione diversa”.
La pubblica accusa della Cassazione si è detta inoltre d’accordo sul trattamento sanzionatorio alla Franzoni, alla quale in Appello, sono state applicate le attenuanti generiche. “E’ vero, la Corte ha speso poche parole sulle attenuanti ma ha ritenuto che il fatto stesso dell’omicidio non ne richiedesse altre per esprimere la ripulsa sociale per un atto del genere”. Da qui la richiesta del pg di respingere il ricorso dei difensori della Franzoni e di confermare così la condanna a 16 anni di reclusione.
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