Definitivo: 16 anni alla Franzoni
Anna Maria Franzoni - la sentenza è definitiva - è stata giudicata colpevole di omicidio: si spalancano ora per lei le porte del carcere.

La mattina del 30 gennaio 2002 il piccolo Samuele Lorenzi, 3 anni, veniva ucciso con un corpo contundente nel suo letto a Cogne, lasciando il paese e l’Italia intera con il fiato sospeso fra sconcerto e attesa della verità. Stanotte, dopo una vicenda giudiziaria travagliatissima, la Cassazione ha deciso: 16 anni di carcere alla madre.
Stando a quanto risulta dai verbali, le gazzelle dei carabinieri hanno prelevato Anna Maria Franzoni questa notte, alle ore 23.15 , dalla casa dell’amica Elisabetta Armenti, abitazione attigua a quella dell’imputata nonchè luogo scelto per trascorrere le ultimissime ore in attesa del proclama della sentenza. Alle 2.40 di questa notte, dunque, la Franzoni ha fatto il suo ingresso nel carcere bolognese della Dozza e strascorso la sua prima notte da reclusa guardata a vista da 2 guardie della divisione penitenziaria femminile, misura cautelare aggiuntiva disposta dai giudici a effetto immediato allo scopo di evitare eventuali gesti estremi. A partire dalla mattinata di oggi inoltre, la Franzoni sarà seguita da uno psicologo che avrà il compito di sostenere la donna in questa primissima e comunque siano andate veramente le cose drammatica fase del suo lungo percorso di espiazione, che terminerà solo nel corso del 2024.
Al momento dell’arresto, la Franzoni ha farfugliato “Che fate, e ora i miei bambini?”e adesso, mentre per la giustizia italiana il caso è finalmente risolto e archiviato, il Paese s’interroga se dietro le sbarre ci sia adesso una madre assassina o una donna innocente e disperata.
In ogni caso, alla fine di questa storia resta un’unica, ineluttabile certezza: un bambino è morto, oltretutto in modo assurdo, e nessuna giustizia di questo mondo potrà mai rimediare a questo. Si chiude così dunque, nella notte a cavallo fra il 21 e il 22 maggio, questa inquietante e triste vicenda, che insieme agli omidicidi ancora irrisolti di Garlasco e di Meredith Kercher ha appassionato l’Italia di questi mesi, scuotendola e dividendola: a questo punto, ancora una volta non resta che aspettare e confidare in un lavoro accurato e soprattutto onesto della giustizia.
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