Divorziare ad 8 anni

La storia incredibile di Nojoud, la sposa bambina che si è ribellata agli abusi di un matrimonio combinato

Ha soltanto 8 anni  la giovanissima Nojoud Muhammad Nasser, eppure è già di fatto riuscita a fare qualcosa che molte, troppe altre donne nel suo paese non hanno nè mai troveranno il coraggio di fare, piegate da secoli a leggi non scritte di fronte a cui è difficile, pericoloso alzare la testa. La ragazzina, originaria dello Yemen e venduta da suo padre, cosa affatto rara dalle sue parti, ad un trentenne che l’avrebbe comprata per farne la propria sposa, si è ritrovata da un giorno all’altro sotto la potestà ma soprattutto nelle mani di questo sconosciuto, che per tutto l’arco di tempo in cui è durato il matrimonio combinato ha ripetutamente abusato di lei, facendosi forte del contratto di compravendita stipulato 60 giorni prima e sicuro di poter praticare così sesso con una minorenne, peraltro assolutamente non consenziente, in barba alle leggi contro la pedofilia e alle resistenze della sua improvvisata “sposa”.

Najuod in effetti, intervistata ieri dal quotidiano Yemen Times, ha raccontato che ogni volta che lei avrebbe voluto andare in cortile a giocare il  marito aguzzino la costringeva invece a restare rinchiusa tra le pareti domestiche e subire ripetuti rapporti sessuali, sevizie perpetrate ogni giorno e che l’hanno spinta a rivolgersi ad un giudice per poter porre fine alla sua prigionia e poter essere finalmente tutelata dalla legge che anche nel suo paese, di fatto, parla chiaro.

Queste le dichiarazioni rilasciate a caldo dalla piccola vittima all’indomani della lettura della sentenza: “io correvo fra le stanze per sfuggirgli, ma lui mi acchiappava e mi picchiava e poi faceva quello che voleva. Mi faceva delle brutte cose, non avevo idea di cosa fosse il matrimonio”. Il giudice che si è occupato del caso, Muhammed al-Qadhi, ha tolto la piccola sia al marito che alla famiglia d’origine e l’ha affidata alle cure dei volontari di una struttura che si occupa di infanzia abbandonata e violata, disponendo l’annullamento legale del vincolo di questo matrimonio-compravendita e mettendo agli arresti sia lo sposo che il padre della vittima, colpevoli di aver palesemente violato le leggi yemenite contro la pedofilia e i matrimoni troppo precoci, leggi che stabiliscono i 15 anni come età al di sotto della quale non è permesso dare in sposa la propria figlia ma che specialmente nelle realtà rurali, e il caso di Najoud ne è un esempio, vengono regolarmente ignorate.

Tutto è bene quel che finisce bene dunque , anche se la strada per una tutela dei minori che sia degna di questo nome è di certo, nella Yemen ma di fatto non soltanto, ancora molto, molto lunga.

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