Dopo il finto suicidio Lele Mora resta in carcere, in attesa di vuotare il sacco

Lele Mora deve restare in carcere. Lo ha deciso il gip Elisabetta Meyer sulla base della relazione depositata dal perito, il professor Antonio Marigliano, secondo il quale le condizioni di salute dell’ex agente dei vip sono compatibili con la detenzione. I difensori avevano chiesto gli arresti domiciliari (in un bel megavillone con piscina e bungabunga di qualche suo amichetto) dopo aver denunciato un tentativo di suicidio il 30 dicembre scorso, poi smascherato dalla direzione del penitenziario di Opera:  si era semplicemente tappato goffamente naso e bocca con dei cerotti. Mora è in carcere dal 20 giugno scorso per la bancarotta di Lm Management reato per il quale aveva patteggiato la condanna a 4 anni e 3 mesi: la truffa che si nasconde dietro il fallimento della società ha fruttato diverse decine di milioni di euro che Lele Mora si ostina a nascondere in Svizzera, così come continua a rifiutarsi di fare i nomi di complici e agganci politici che l’hanno aiutato nell’impresa. 

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