Duffy vs Winehouse
L’interprete del tormentone “Mercy” continua a scalare le classifiche con un sound energico e melodie retrò. Un’ascesa all’insegna del vintage, ma non parlatele della Winehouse.

Brava è brava, questa ragazzina minuta che arriva da un villaggio sperduto del Galles e che sul palco riesce a sfoderare disinvoltura e voce graffiante. Esplosa di recente grazie al singolo “Mercy“, che è entrato in rotazione nelle radio di mezza Europa e che, a quanto si può vedere, si sta probabilmente avviando ad invadere anche l’altra metà, la cantante ha avuto modo proprio in questi giorni di esibirsi anche a Milano, ospite dei nostri Dolce & Gabbana e protagonista di un affollato showcase messo su appositamente per salutare l’arrivo di questo nuovo talento.
Duffy del resto, al secolo Aimee Anne, è giovane ma non per questo una novellina alle prime armi: fidanzata con un “famoso musicista” di cui al momento non intende rivelare il nome, si è formata nella prestigiosa BRIT School di Croydon, è seguita da un produttore del calibro di Bernard Butler (lo stesso che è stato chitarrista degli Suede) e, last but not least, il suo disco si è già saldamente piazzato al sesto posto della top ten italiana.
Autrice e interprete di un album, intitolato “Rockferry”, che trasuda sonorità anni ‘60 ad ogni riff, Duffy racconta così quello che è stato l’inizio della sua passione per la musica: “ero piccolissima e ho chiesto in prestito una videocassetta da mio papà con registrate le puntate dello show televisivo degli anni ‘60 ‘Ready, Steady, Go!‘. C’erano i Beatles, i Rolling Stones e tanti altri, tutti così ricchi di energia!”. Di strada in effetti, anche solo a guardare fino a qui, ne ha già fatta parecchia, e in proposito dice: “la musica non è un gioco da ragazzi. So benissimo cosa vuol dire questo lavoro e ho comunque una grande forza dentro di me che mi spinge ad andare avanti con tutta la determinazione possibile”.
Dopo anni di gavetta e di lavoro maturato per la maggior parte a Londra e un primo disco non ufficiale che risale al 2004 e che si chiamava “Aimee Duffy”, la biondina arrivata dalla provincia riesce a strappare un contratto con un colosso come la Universal, e il resto è storia. Accomunata a più riprese alla osannata Amy Winehouse quanto a modulazione della voce e repertorio assolutamente retrò, Duffy respinge però con forza il confronto e, a quanto pare, i giornalisti della stampa specializzata sono addirittura invitati espressamente a non fare domande al riguardo.
Ma di cosa parla esattamente “Mercy“? Queste le parole della cantante: “è una canzone che descrive l’esplosione della chimica che scatta quando c’è una forte attrazione sessuale”. Il talento c’è e la voce non è da meno: Winehouse o no, ne sentiremo parlare.
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