Esperimento per “aspirapolvere” radioattiva

Secondo una notizia ANSA l’equipaggio della Stazione spaziale internazionale Iss
avrebbe iniziato un esperimento per creare un “aspirapolvere” per particelle
radioattive, in grado di decontaminare l’atmosfera dalle emissioni radioattive in
seguito a incidenti nucleari.

Un esperimento che sicuramente interessa al nostro bel Paese, sia perché l’attuale
Governo è indirizzato verso la produzione di energia nucleare, sia perché
in questo periodo la vicina Francia desta qualche preoccupazione di non poco conto
sul nucleare. Nelle ultime settimane i transalpini hanno avuto tre incidenti
nucleari non gravi, ma comunque fanno riflettere gli italiani. Nella centrale
nucleare di Tricastin ( Vaucluse) c’è stato un riversamento accidentale di acque
contenenti uranio nei fiumi circostanti. In misura precauzionale è stato chiesto
agli abitanti della regione in cui è situato il sito di non bere acqua dai
rubinetti, di non mangiare pesce e di non fare il bagno nelle acque contaminate.
Altro episodio è accaduto nell’impianto a Romans, dove si produce combustibile
nucleare. Anche qui, a causa della rottura di una condotta, si è avuta una perdita
di liquidi contenente uranio, ma sembra che questo non abbia avuto nessun
impatto sull’ambiente. Il terzo è avvenuto nuovamente nella centrale di
Tricastin dove questa volta sono stati contaminati 100 operai, di cui 58 contaminati
da cobalto, un metallo bianco che entra nella composizioni di leghe speciali. Gli
operai sono stati portati in infermeria e dopo specifici controlli sono stati
rimandati a casa; l’ non avrà conseguenze sulla loro salute. Gli elementi
radioattivi sono usciti da una condotta del reattore numero 4, già fermo per
manutenzione.

Da ciò che dichiarano le autorità francesi gli incidenti hanno poca rilevanza,
addirittura sono classificabili nel livello 0 di una scala che arriva a 7. C’è però
da chiedersi se ci sia stata completa trasparenza. Intanto in Italia il ministro
Claudio Scajola è intervenuto minimizzando gli dichiarando che si tratta
di episodi sotto il livello minimo di pericolo, aggiungendo che sono stati troppo
enfatizzati. Getta acqua sul anche il presidente dell’Enel Piero Gnudi
dichiarando che gli impianti che saranno costruiti in Italia saranno più moderni e
molto più sicuri.

Un si è avuto anche in Svezia, dove è andato distrutto il tetto di una
turbina dell’impianto nucleare di Ringhals. Tutto è stato risolto con un tempestivo
intervento delle autorità predisposte alle emergenze.

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