Il ministro dice: Niente truppe in Iraq

Gli Stati Uniti “insisteranno politicamente” per fare entrare l’Italia nel gruppo dei ‘5+1′ (i cinque paesi del Consiglio di Sicurezza più la Germania) che media sul dossier nucleare iraniano. Lo ha riferito il ministro degli esteri Franco Frattini il quale ha anche voluto precisare recenti notizia di stampa: “Non ho mai parlato io, non essendo ministro della Difesa, di inviare più uomini in Iraq come istruttori di ”.

Gli Stati Uniti hanno mostrato ”estrema soddisfazione” per la nuova flessibilità annunciata dall’Italia per le sue truppe in : lo ha riferito il ministro degli esteri Franco Frattini al termine di un colloquio con il segretario di Stato , Condoleezza Rice, a margine della Conferenza internazionale sull’Iraq a Stoccolma.

L’Iraq può contare sul sostegno italiano alla ricostruzione dopo la .Parlando della missione di addestramento della ( training mission Iraq, NTM-I), Frattini ha sottolineato che nel periodo 2003-2006 i militari italiani “hanno formato 10.000 poliziotti e tre battaglioni dell’esercito iracheno, portando a termine con successo la loro missione con il trasferimento delle responsabilità della sicurezza della provincia di Dhi Qar (nel sud, ndr) alle autorità irachene”.

Frattini ha confermato il “convinto impegno” dell’Italia nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Iraqi Compact, il piano quinquennale di ricostruzione varato lo scorso anno a Sharm el Sheikh nella prima conferenza sull’Iraq. Dal 2003, ha ricordato Frattini, l’Italia ha “cancellato il debito dell’Iraq, provveduto agli aiuti per la ricostruzione e firmato un trattato di amicizia e partnership per il credito d’aiuto”.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto poi ‘’sconcertato” dagli articoli di stampa britannici che hanno attaccato l’Italia sul tema dell’immigrazione. In una conferenza stampa a Stoccolma, Frattini ha definito quelle usate dalla stampa “frasi che respingo completamente: condanniamo il razzismo – ha rimarcato – ma quelle affermazioni le respingiamo al mittente”. ”So per certo – ha spiegato Frattini – che non è questa l’opinione del governo britannico e delle autorità. Il nostro ambasciatore mi ha riferito che quelle sono opinioni personali di chi ha scritto quegli articoli”.

Il titolare della Farnesina ha poi espresso la volontà di confrontarsi personalmente con gli autori degli articoli sul tema della sicurezza, invitando quei giornalisti a trascorrere qualche settimana in alcuni quartieri di città italiane, dove ci sono solo ”persone per bene che chiedono sicurezza”. Il ministro ha osservato ancora come i cronisti in questione abitino in un Paese, la Gran Bretagna, che non fa parte dello spazio Schengen e ha espresso l’auspicio che in futuro proprio il Regno Unito aderisca al Trattato in questione. E tuttavia, ha concluso Frattini, ”ci rendiamo conto delle legittime preoccupazioni del governo britannico”.

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