Il petrolio continua a correre. Vola sopra i 117 dollari.

La corsa del petrolio sembra davvero non volersi più fermare e dopo i diversi massimi fatti segnare la scorsa settimana, il greggio apre la nuova settimana portandosi sopra ai 117 dollari al barile. Al rigurdo il segretario dell’Opec Abdullah Al-Badri ha manifestato la sua idea che la continua corsa del’oro nero non dipenda”da fondamentali” ma da “fattori esterni” quali la debolezza del dollaro. Ha parlato di recente, al rigurdo, anche il presidente del consiglio uscente Romano Prodi che si è così espresso: ”E’ necessario che i prezzi petroliferi siano relativamente stabili a livelli accettabili sia per i consumatori che per i produttori. Prezzi del petrolio troppo alti pesano sull’economia mondiale, specie sui paesi più poveri, con un costo, diretto e indiretto, per l’economia mondiale stimabile in 500 miliardi di dollari ogni 10 dollari di aumento del prezzo del barile”; “la quota dei combustibili fossili rimarrà preponderante (84%). Il fatto che ci siano risorse di petrolio e gas sufficienti non basta. Queste devono essere sviluppate, prodotte, trasportate e trasformate”

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