Il ROCK SHOW di Enrico Ruggeri
Ormai la sua carriera ha perso tante e così diversificate vie d’espressione che in molti lo conoscono per essere un presentatore tv, quello del Bivio; altri invece ricordano i suoi libri, i suoi racconti e le sue poesie. Ma Enrico Ruggeri è, sopra ogni cosa, un musicista, si direbbe un cantautore, benchè la singolarità del suo songwriting e la sua ricerca musicale siano lontanissimi dall’idea comune del cantautorato.
Prima punk con i Decibel, poi con lo stesso gruppo la svolta synth pop/new wave sulla scia dei Depeche mode e di Blondie, con influenza di Lou Reed. Poi, da solista, una carriera musicale senza precedenti, per via della sua anarchia compositiva e della sua curiosità attiva, che lo ha portato ad esplorare il progressive e la musica d’autore, le ascendenze del folk elettrico e l’hard rock più corale. Unico, unico e solo, unico e geniale Enrico Ruggeri, anche come autore di alcuni dei più bei testi della musica italiana, e non solo.
Dopo la parentesi natalizia e il revival punk, il Rouge torna finalmente sulle scene con un album di grande respiro, dedito alla ripresa di sonorità dalle asprezze rock e, per la prima volta, con testi autobiografici. Dopo decenni trascorsi a raccontare storie, storie di altri ad altri, cantastorie metropolitano, aedo urbano di coscienze altrui, anche davanti lo schermo della tv, Enrico racconta se stesso, la sua vita, la sua fama, il suo rapporto con la modernità.
Un album incredibilmente atteso dai numerosi e calorosi fans del rocker sofisticato, che lo stanno già premiando in termini di vendita e di risonanza mediatica.
Prossimamente su queste pagine la recensione dell’album. Rimanete con noi.
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