Il treno per il Darjeeling

Dopo la morte del padre Francis (Owen Wilson), il maggiore di tre fratelli, organizza un viaggio spirituale in India, insieme ai suoi fratelli. In realtà Francis, dopo un gravissimo incidente di cui porterà i segni perennemente,  si è reso conto che non trascorreva con i fratelli abbastanza tempo, ed inoltre, si è convinto che il padre si sia incarnato in una tigre albina.

Ovviamente durante il viaggio non mancheranno gli inconvenienti, come le rivelazioni dei fratelli: Peter (Adrien Brody), che è fuggito di casa un mese prima della nascita di suo figlio,e Jack (Jason Schwartzman), il più piccolo dei 3: aspirante scrittore col cuore a pezzi, di ritorno da un prolungato, ozioso soggiorno parigino in un hotel di lusso.

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Dal regista “Wes Anderson”, che già in passato aveva trattato storie legate alla famiglia e a mezzi in movimento (una nave), con “Il treno per il Darjeeling” ha cercato di unire le sue più grandi aspirazioni: fare un film sui fratelli, e un film a bordo di un treno. E ci è riuscito: ha affidato ad Owen Wilson la parte di protagonista, che trascina con se i fratelli in un viaggio spirituale, grazie al quale riesce a scoprire lati di loro, finora oscuri.

Non può essere definito un film comico, ci sono delle battute, gli inconvenienti divertenti, ma è più un’introspezione sul tema della spiritualità, la morte, la famiglia.

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