La Stella Polare sorprende gli astronomi
I Fenici, da sempre considerati abili marinai, furono i primi ad utilizzare la
Stella Polare per orientarsi durante la navigazione notturna. Essa, poiché è in
prossimità del polo nord celeste, indica sempre il nord. E’ una stella definita
circumpolare in quanto non tramonta mai, inoltre alcune stelle le ruotano intorno
senza mai scendere sotto l’orizzonte. Poiché la Terra ruota attorno al suo asse e
attorno al Sole, le stelle sembrano spostarsi, ad eccezione della Polare che sembra
immobile, in realtà il suo movimento è impercettibile. Quindi William Shakespeare si
sbagliò quando affermò di essere costante come la Stella Polare. Perciò non indica
sempre precisamente il nord, ma è spostata di un grado; risulta essere perfettamente
allineata verso il nord solo due volte nell’arco delle 24 ore.
Non è difficile da individuare, la Stella Polare è l’ astro più luminosa dell’orsa
minore, costellazione composta da altre sei stelle. Gli astri delle costellazioni
vengono classificati secondo l’alfabeto greco in base alla loro luminosità, perciò
la stella polare è anche chiamata alfa-minoris.
La Polare, che si trova a 433 anni luce di distanza, da un secolo a questa parte
diminuiva d’intensità la sua luce, infatti la sua lucentezza si era ridotta dal 10%
di 100 anni fa al 2% della fine degli anni ’90. Questo lasciava presupporre che il
suo destino non era troppo lontano, presto si sarebbe spenta; gli astronomi la
osservavano nella speranza di captare la sua ultima pulsazione. Per loro stupore è
avvenuto l’esatto contrario, l’astro in questione sembra aver acquisito nuova linfa,
la sua attività è aumentata.
Ora gli astronomi sono incuriositi e motivati a capire il perché di questo
cambiamento, reso più anomalo dalla velocità con cui è avvenuto, generalmente i
cambiamenti astronomici avvengono in milioni di anni. L’astronomo Alan Penny
dell’Università di St. Andrews coinvolto nella ricerca ha dichiarato: ” La terremo
sotto controllo per altri 100 anni per vedere come si comporterà, Abbiamo trovato
qualcosa che dobbiamo capire. Questo significa che possiamo fare dei progressi. E’
molto emozionante scoprire che ci si stava sbagliando”. Per ora ci sono solo
ipotesi, come ad esempio potrebbe essere che la stella sia in una nuova fase di
instabilità. E’ il caso di dire : “chi vivrà osserverà”.
Carmelo Molfetta
Tag: classifica, notturna




