Le barriere coralline sono a rischio
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Proceedings of the National Academy of
Science la barriera corallina sarebbe a rischio. La causa è l’ alta percentuale di
anidride carbonica presente nell’atmosfera che si scioglierebbe in acqua impedendo
il corretto sviluppo dei coralli. E’ la prima volta che si dimostra che i coralli
soffrono cambiamenti climatici.
Non è però la prima volta che gli esperti suonano la campanella d’allarme per questa
struttura organica. Già nel 2004 una ricerca del Centro studi marini
dell’Università del Queensland ha pronosticato che la Grande Barriera corallina,
lunga 2300 kilometri e situata lungo le coste australiane, scomparirà entro il 2050
e con essa tutti gli organismi che vivono attaccati ad essa o tra di essa per
vivere, riprodursi e proteggersi. La causa? L’eccessivo surriscaldamento dell’
oceano. Visione pessimistica, ma molto realistica.
Ciò che inoltre le minaccia è la pesca a strascico dell’uomo e l’uso del veleno per
stordire i pesci, tipo di pesca fortunatamente vietata già da qualche anno.
Le barriere coralline si sviluppano nei mari tropicali dove trovano, o forse è il
caso di dire dove trovavano, il loro habitat ideale: acque tiepide, limpide e poco
profonde. Proprio la loro bassa profondità marina ha messo in difficoltà molti
navigatori, tra cui il celebre capitano James Cook che rimase imprigionato nel 1968
nella Grande Barriera corallina. Per potersi liberare fu costretto ad alleggerire la
nave buttando in mare gran parte del carico.
La materia prima che li compone sono gli scheletri pietrificati di coralli e
madrepore, saldati nel tempo tra loro dalle alghe calcaree. Cresce sempre verso
l’alto e le sue cime sono composte da polipi vivi che moriranno e si pietrificando
sopra i loro predecessori, dopo i successori faranno lo stesso, continuando il
processo. Contrariamente a quanto si pensa non sono rocce, bensì veri essere
viventi. Molto particolare è la loro riproduzione e soprattutto spettacolare da
osservare poiché le uova e lo sperma liberati, nella notte successiva a quella di
luna piena, danno vita a una fantasiosa nevicata sottomarina.
La dottoressa in scienze naturali Nicoletta Giberti, qualora si decidesse di recarsi
nei paese cinturati dalle barriere coralline, raccomanda di : “non acquistare mai
prodotti artigianali realizzati con gusci di tartaruga, o con pesci tropicali o con
coralli di ogni sorta; di non camminare sulla barriera, di limitare al senso della
vista il piacere di osservare quando si è sott’acqua.
Carmelo Molfetta
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