Metal: guida alle etichette!

Molti li odiano, altri li snobbano, i più accaniti e settaristi li amano: sono le etichette. Generi e sottogeneri che si muovono confusamente nella testa dei neofiti, posti davanti ad una pletora infinita di nomi, spesso nati dalla fantasia soggettiva di qualche critico o mucisista. Spesso però, queste tipologie descrittive sono decisamente utili per inquadrare un’idea musicale espressa da una band, per dare un punto di riferimento condiviso ai più che sappia dare inequivocabili coordinate agli ascoltatori e ai curiosi.

Non cercherò di darvi la minuziosa spiegazione che si cela dietro ogni sotto-categoria musicale del . Questo lo faremo nel tempo possibilmente. Voglio piuttosto darvi una schematizzazione sintetica.

AOR=hard o heavy con un grandissimo feeling radiofonico, piuttosto distante del movimento vero e proprio; è ricco di melodia ed esprime calore, tratta di argomenti distanti dall’universo giovanile ( infatti “Adult Oriented ”, ma anche “Album Oriented ”, in quanto la fortuna di un disco è legato non ad un singolo ma all’intero full lenght, che quindi deve essere necessariamente tutto di ottima qualità ), le tastiere hanno predominanza o quanto meno la medesima importanza delle chitarre: i gruppi principali sono Toto, Stix, Kansas, Journey, Giuffria, Boston, Foreigner;

Black= genere caratterizzato da un’immagine legata a culti misterici, esoterici, occulti e da un suono spesso privo di melodia e senza alcun compromesso. Si citano come numi ispiratori i Venom e i Celtic Frost, ma esplode negli anni ottanta. La scena scandinava è quella principale. Le band più note sono i Burzum, i Darkthrone e gli Emperor sul versante intransigente, Cradle Of Filth e Dimmu Borgir per quello più avanguardista o sperimentale, per non dire commerciale, se volete;

Death= rappresenta l’esasperazione di alcuni degli stilemi del thrash, con un suono spesso veloce, estremo, iperdistorto, ma raramente disordinato. È incentrato su tematiche di difficile fruizione per i giovani kids come la morte, il dolore, il culto della propria personalità, tematiche anche razziali e politiche, il tutto fatto spesso con profondità di conoscenza e coscienza, con minuziose argomentazioni che possono essere cliniche, filosofiche, sociali e altro. Esistono due filoni principali del death, quello americano ( in Florida ) caratterizzato da perizia tecnica e sovente capace di evolversi in suoni più intricati e raffinati, e il filone scandinavo, molto più semplice. I gruppi significativi sono i Death, i Morbid Angel, i Dark Angel, i Carcass, gli Obituary e i Deicide;

Power= è l’esasperazione di alcuni elementi più classici legati sia musicalmente che tematicamente ai Rainbow e ai : le melodie sono potenti ( ma estremamente orecchiabili ) e spesso baroccheggianti, la musicalità espressa è complessa, si fa largo ricorso ad assolo e ad arrangiamenti complicati. Le tematiche sono in linea di massima legati al fantasy o alla fantascienza, al recupero di tutti i luoghi comuni sulle civiltà araldiche e medievali, ad un ostentato machismo iconografico e una retorica europeista ispirata a valori di un sostrato culturale popolare, nazionalista e sciovinista (anche se esistono sempre le eccezioni). I gruppi principali sono gli Helloween, i Gamma Ray, i Blind Guardian e i Rage.

Epic= andatura solenne, architteture strumentali mastodontiche, furia arcaica e melodismo istintivo, con un suono carico di enfasi guerriera, medievaleggiante e muscolare. Indiscussi sovrani ne sono i Manowar, i Steele, Omen, Manilla Road, Heavy Load.

Us Power= heavy roccioso e maturo, legato alla tradizione inglese della NWOBHM, ma di questa continuazione e sviluppo in senso più potente. Grandi rappresentanti ne sono i Savatage, gli Armored Saint, i primi Queensryche, i Riot e tantissimi altri. 

Thrash= nella bay area e a in contemporanea nella prima metà degli anni ottanta. Nasce come ibrido tra l’heavy classico e alcune componenti tipiche del e del hardcore, è caratterizzato da ritmiche veloci e potenti, un muro del suono granitico scandito da sovreccitate e tiratissime chitarre elettriche e testi piuttosto estremi. Gli esponenti principali sono gli Anthrax, i Megadeth, gli Slayer, i Testament, gli Overkill, e un tempo anche i Metallica, che sono tra i fondatori del movimento e ne hanno scritto alcune delle pagine più belle. Esiste anche una corrispettiva scena thrash europea, localizzata in Germania prevalentemente, che ha nella triade Sodom, Kreator e Destruction i suoi principali rappresentanti.

Glam e Street= derivati in linea diretta dal glam degli anni settanta di Slade, Sweet, primi , Bowie, Marc Bolan e Dolls, ma soprattutto dai Kiss e da Alice Cooper, ed in più legati da un sottile filo rosso al e al garage , questi generi conoscono il massimo splendore artistico e commerciale durante gli anni ottanta. Caratterizzati da un’immagine eccessiva, e spesso androgina, il glam aveva il suo punto di forza in un hard- semplice e di effetto, molto accattivante. I testi affrontano quasi esclusivamente dei temi legati alla triade sacra “sex, drugs & ‘n’ roll”, con piglio maschilista e un’inclinazione al sadomasochismo e alla perversione, ed esempi in merito sono i Poison e i Motley Crue. Ma altri gruppi glam, precisamente i Twisted Sister e gli Wasp, sebbene non rinuncino a trastullarsi con i testi tipici del genere cui appartenevano, sapevano infondere alle loro canzoni dei riferimenti filosofici, sociali ed esistenziali ( quindi etici e morali ) davvero notevoli, emergendo peraltro da una superiore preparazione musicale, esecutiva e compositiva rispetto ai colleghi. Lo Street deriva immediatamente dal Glam , ne indurisce il suono, ne esagera gli eccessi, lo trasporta in una dimensione più “stradaiola”, più grezza e pesante, con un’immagine meno sessualmente ambigua. Gruppi principali sono i Guns ‘n’ Roses, i L.A. Guns, gli Hanoi Rocks e i Quireboys.

Prog= nasce per ispirazione da gruppi come Rush, Pink Floyd, King Crimson e Emerson Lake and Palmer, cioè dal progressive degli anni settanta. Gruppi principali i Dream Theater, i Simphony X.

Class = genere raffinato e piuttosto nascosto, di nicchia, che si caratterizza nella mescolanza di stili diversissimi tra di loro come power , hard , AOR, glam , e anche jazz e funk; il gusto, la ricercatezza e la melodia sono decisamente pronunciate, la produzione è sfarzosa e sfavillante Tra i gruppi gruppi principali vi sono i Dokken, i Tesla, i Whiet Lion, i TNT, I Q5 e i Cinderella;

Doom = di forte ascendenza diretta dai Black Sabbath, è caratterizzato da ritmiche lentissime e fragorose, suoni poderosi e massicci e (curiosamente) spesso da testi che affrontano tematiche legate alla religione, con sbocchi sia sul versante filo-cristiano sia anti-cristiano. Esistono due scuole, quella europea, intellettuale e rarefatta, e quella americana, più hard e grezza; i nomi principali sono i Paradise , i Candlemass, i Saint Vitus, i Pentagram;

Hard = genere alla fine degli anni sessanta da vari ibridi di beat, , blues, ‘n’ roll e psichedelia, il suono è fragoroso, i volumi esagerati e le ritmiche serrate e semplificate. Al contrario di ciò che si pensa generalmente, l’hard non è l’antesignano del ( il ne è forse la più logica e vicina forma d’evoluzione, il “figlio principale”, il genere che più di ogni altro ne ha catturato l’influenza ), ma un genere a parte con una sua storia e una sua evoluzione, che arriva fino all’influenza esercitata sul , sul grunge e sullo stoner . Le grandi bands hard sono moltissime e quasi tutte più o meno degne di nota: Led Zeppelin, Deep Purple, Black Sabbath, AC-DC, Aerosmith, Alice Cooper, Grand Funk Railroad, Kiss, Nazareth, MSG, Rainbow, Whitesnake, Ted Nugent, UFO, Thin Lizzy, Uriah Heep, Van Halen, Blue Oyster Cult; l’hard cita come immediate influenze i Vanilla Fudge, i Blue Cheer, gli Steppenwolf, i Cream, i Ten Years After, gli MC5, gli Iron Butterfly, il Jeff Beck Group e molti altri; Industrial = genere negli anni novanta, derivato dalla fusione di thrash , noise ed elettronica anni ottanta, caratterizzato da un’immagine moderna e da un suono magari sì pesante, ma sintetico e freddo: band principali sono i Ministry, i White Zombie, i Rammstein, ed ellitticamente anche i Strapping Young Lad;

NWOBHM= acronimo di New Wave Of British Heavy , una scuola musicale sorta in Inghilterra al tramonto degli anni settanta. Si proponeva di svecchiare l’hard dell’epoca mediante robuste iniezioni di suoni grezzi e semplici di chiara derivazione . I gruppi nati sotto questo influsso, pur avendo minime cordinate comuni, sono diversissimi tra loro…presi i ( che esordirono nel 1974, e nel 1976 con “Sad Wings Of Destiny” fissarono i canoni di ciò che sarebbe stato chiamato “heavy ” qualchee anno dopo), i Kiss, gli AC-DC e gli Ufo come “padri tutelari”, l’alba degli anni ottanta vedrà l’esordio e la crescita di bands come gli , i Saxon, i Motorhead, i Def Leppard, gli Angelwitch, i Diamond Head e i Demon, e in qualchee misura, per coincidenza temporale, gli Accept ( ma con loro ci spostiamo in Germania). Curioso sapere che almeno fino al 1983, il nuovo heavy sarà la e la voce del proletariato urbano e periferico, progressista, rivoluzionario e sindacalista, schiacciato dalle riforme economiche del primo ministro inglese, la Thatcher.

White = corrente quasi esclusivamente americana che si proponeva di coniugare (soprattutto AOR e class, comunque molto melodica e potente) e propaganda cristiana. Ha conosciuto la sua massima popolarità con gli Stryper alla fine degli anni ottanta, ma tuttora il genere è attivo, anche e soprattutto grazie alla rilevanza radiofonica tributategli dalle radio americane d’ispirazione cristiano-evangelica; curiosamente, si pensa sia soltanto una risposta forzata al “satanico” black . I nomi importanti sono i Bloodgood, Petra e Barren Cross.

Questa schematizzazione veicola solo “un’idea” della complessità stilistica di ogni direzionalità all’interno del . Negli ultimi anni sono nati altri generi, spesso anche distanti anni luce dalla tradizione, mentre già iall’interno di questi di cui sopra  coesistono svariate modalità di approccio compositivo che solo un orecchio profondo e ben allenato riesce ad intendere. Ci sarà modo più avanti di conoscerli tutti più da vicino.

Si ringraziano Beppe Riva, da un articolo apparso su Shock ormai eoni fa, e Luca Signorelli, dal glossario dei due editi dalla Giunti.

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