Montezemolo dice: Alonso non vedo la possibilita’

Cento vittorie per un’avventura cominciata da impiegato nel 1973. Luca Cordero di Montezemolo, in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, rivive la sua esperienza a Maranello, tra passato, presente e futuro. Tanti i ricordi del numero uno della Ferrari, legati soprattutto a Michael Schumacher, che ha firmato 72 dei 100 successi conquistati sotto la sua presidenza. “Questo dice quanto Michael sia stato un elemento chiave, insieme con Jean Todt - sottolinea Montezemolo - Un uomo importante anche per la mia vita, dopo 11 anni trascorsi insieme. Non c’e’ mai stata crisi nel rapporto. Michael ha sempre lavorato vicino al team, ha vinto con ogni regolamento, con qualsiasi compagno”. Ma Montezemolo, presidente della Rossa dal 1991, ha tanti bei ricordi legati anche ad altri piloti, da Barrichello a Raikkonen, da Massa a Irvine, passando per Berger e Alesi. Quest’anno festeggera’ i 35 anni in Ferrari, tanti ma non per lui che a chi gli chiede se abbia mai pensato di mollare risponde con un secco “no”. Il presidente della Rossa vuole continuare e vuole farlo con Raikkonen (”oramai e’ un uomo di casa Ferrari”) e senza Alonso, che in piu’ di un’occasione ha pero’ manifestato il desiderio di sbarcare a Maranello. “Mi fa piacere che voglia venire da noi - commenta Montezemolo - anche se abbiamo gia’ i posti occupati. Ricordo l’incontro che ebbi con Senna a casa mia a Bologna, il mercoledi’ prima che morisse a Imola. Ayrton si era gia’ incontrato con Todt a Monza e gli aveva detto che voleva correre con la Ferrari. Noi avevamo gia’ Alesi e Berger”. “Non vedo una possibilita’ per Alonso - sottolinea ancora Montezemolo - Schierare una coppia Raikkonen-Alonso significherebbe volersi far male. Io voglio due piloti equilibrati, che collaborino”. Sul futuro di Todt, Montezemolo aggiunge: “dopo tanti anni di stress e sacrifici spero voglia godersi la vita. Ma come consigliere d’amministrazione della Ferrari, nei prossimi tre anni continuera’ a darci il suo contributo. Questo non esclude che possa fare altre cose”. Da Montezemolo, infine, un parere sul caso Mosley. “Dopo aver letto quanto e’ successo, gli ho fatto una telefonata di vicinanza, visto che lo conosco dal lontanto 1973 - racconta - Non amo parlare delle questioni personali di altri. Come Montezemolo e come Ferrari preferisco non fare commenti, visto che ci sono gia’ troppi censori e giudici in circolazione. Se puo’ restare al vertice della Fia? Obiettivamente mi sembra difficile ma credo che dipenda da lui, dalla sua sensibilita’. Posso pero’ dire che il giorno in cui Mosley, per qualunque motivo, decidesse di lasciare, la Fia avrebbe bisogno di una persona al vertice con la stessa esperienza, competenza, personalita’, equilibrio. Se guardo a cosa ha fatto Max in questi anni in materia di sicurezza, alla rapidita’ con la quale si e’ arrivati a un giudizio sulla spy-story e altro ancora, il mio giudizio su di lui non puo’ che essere positivo. E al suo posto, sempre nel caso che, servirebbe un altro come lui”, aggiunge Montezemolo

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