Napoli,decreto rifiuti:pm perplessi
I magistrati di Napoli in un documento inviato al Csm esprimono forti perplessità sul decreto del governo su ambiente e rifiuti. L’abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e zone di stoccaggio sarà “un fattore di rilevante depotenziamento” del contrasto alle attività illegali “di tutti gli inquinatori del territorio”. E significherà perdita di efficacia “nel contrasto della criminalità organizzata”.
I magistrati di fatto bocciano il pacchetto approvato dal Consiglio dei ministri. Scrivono i giudici: “Solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo”.
“Siamo assolutamente consapevoli delle responsabilità istituzionali e dei gravosi compiti che incombono sui magistrati della procura di Napoli - precisano i magistrati -, chiamati ad assolvere, sulla base della nuova legge, compiti nuovi e difficili”.
L’abolizione del potere del pm di disporre sequestri preventivi di discariche e aree di stoccaggio si tradurrà in “un fattore di rilevante depotenziamento” del contrasto alle attività illegali “di tutti gli inquinatori del territorio”. E significherà anche una perdita di efficacia “nell’azione di contrasto alla stessa criminalità organizzata”.
“Negli ultimi anni diverse indagini preliminari hanno accertato la consumazione di gravi violazioni della legge penale, tutte afferenti all’attuale sistema di raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento dei rsu e di altra tipologia”, ricordano i 72 sostituti e 3 della Procura di Napoli.
“Discarica piena, sarà un nuovo Vajont”
Ma a gettare ombre ancora più inquietanti sull’intera vicenda ci sono le oltre 650 pagine di intercettazioni che hanno portato a 25 arresti domiciliari. Due dirigenti della Fibe (l’impresa che vinse l’appalto per lo smaltimento dei rifiuti) - scrive “Repubblica” - parlano della discarica di Villaricca, diventata una “piscina di percolato”. Le possibili soluzioni: coprire il tutto con la sabbia, così che all’apparenza sembri tutto regolare. Uno dei due ricorda all’interlocutore che se la discarica riceverà altre tonnellate di spazzatura potrebbe diventare un nuovo Vajont.
In una intercettazione a parlare è Marta Di Gennaro, all’epoca vice di Guido Bertolaso e il dirigente Michele Greco. Di Gennaro descrive i rischi di tracimazione del percolato, immagini definite “impressionanti”.
Emerge poi anche l’amarezza di Guido Bertolaso, ex commissario straordinario. Bertolaso è stanco di lottare contro gli amministratori locali, dai quali ha subito soltanto “schiaffi. Alternative non ce ne abbiamo, altre ipotesi non stanno in piedi… noi stiamo davanti alla finestra, cosa altro c’è da dire”, commenta stanco l’ex commissario straordinario.
No related posts.





