Frattini frena su truppe in Afghanistan
Da Bruxelle il ministro degli Esteri Frattini precisa di non avere deciso di madare i soldati italiani nel Sud dell’Afganistan, la zona di guerra più calda del Paese”. L’eventuale presenza del nostro contingente dipenderà, secondo il ministro, dalle esigenze strategiche e dalle richieste operative. Interviene anche il titolare della Difesa La Russa: “L’Italia non ipotizza un aumento delle truppe a Kabul ma una forte diminuzione”.
“Non ho detto che si tratta di andare al Sud e non ho parlato di uno spostamento permanente”, ha precisato il titolare della Farnesina rispetto a quanto dichiarato in precedenza al suo arrivo a Bruxelles. “Ho solo dato la disponibilità ad allentare alcuni caveat (restrizioni) all’impiego delle nostre truppe – continua Frattini -, quello che occorre è dare flessibilità all’impiego operativo del contingente in Afghanistan”.
“C’e una risposta che deve essere data quando viene richiesto un impiego operativo diverso”, ha detto in ministro che precisa: “Non ci aspettiamo molte più richieste rispetto a quelle che ci hanno fatto negli ultimi due anni”.
L’Italia è pronta, quindi, con prudenza a spostare le proprie truppe in Afghanistan: ”Parliamo comunque di una flessibilità geografica, cioè della capacità di un impiego operativo più rapido delle nostre forze, non di più uomini”, ha precisato il ministro. L’Italia ha circa 2.200 soldati in Afghanistan inquadrati nella missione Isaf della Nato, che ora sono impegnati a Kabul e nella regione di Herat. Dodici militari italiani sono morti nel paese dal 2004, ma il maggior numero di perdite lo hanno subito i contingenti impegnati nel sud-est del Paese, americano, britannico, canadese, olandese, dove è più forte la guerriglia degli insorti talebani.
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