Non se ne esce: ancora morti bianche
Un ragazzo di 29 anni falciato da un tir questa mattina mentre era in servizio sull’A1 Milano-Napoli.

L’unica consolazione, se così la vogliamo chiamare, è che a quanto sembra sia morto sul colpo, il che in parole povere vorrebbe dire che al momento dell’impatto non ha sofferto: Giuseppe Simeone, 29 anni originario di Rocca d’Evandro in provincia di Caserta, era impegnato a potare una siepe in un’area verde d’autostrada lungo l’A1, ovvero sul tratto Milano-Napoli, quando un mezzo pesante che stava passando in quel momento, a quanto sembra un’autocisterna, ha sbandato uscendo dalla carreggiata quel tanto che è bastato per falciarlo.
La Polstrada, intervenuta immediatamente con i soccorsi, non ha potuto fare altro che constatare il decesso del giovane lavoratore investito. I colleghi, ancora sotto schock, non si danno pace: era una giornata come tante e c’è quindi da dire che, oltre alla rabbia, non solo nessuno avrebbe potuto prevedere una disgrazia come quella che poi è successa, ma oltretutto si tratta di una morte assurda che sarebbe potuta toccare in sorte veramente a chiunque di loro.
Probabilmente, questo va comunque sottolineato, la ditta in cui Simeone era impiegato non si è macchiata di inadempienze sulle normative di sicurezza sul lavoro, e la Polstrada sta infatti proprio in queste ore cercando di ricostruire l’accaduto per mettere a fuoco le dinamiche in cui è avvenuto l’impatto e capire le ragioni per cui l’autista dell’autocisterna ha perso il controllo ed è finito fuori strada investendo il ragazzo.
Quando è arrivata la stampa, il decespugliatore e la mascherina che stava usando Giuseppe un attimo prima di essere ucciso erano ancora sul prato: oltre allo strazio dei lavoratori presenti in cantiere al momento della disgrazia, è doveroso ricordare che oggi un’altra famiglia piange amaramente qualcuno che stasera, dopo il lavoro, non tornerà più a casa.
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