Come intercettare una stampante ad aghi

agosto 22nd, 2010

Le stampanti ad aghi sono intercettabili: basta ascoltarle

Ebbene sì, c’è ancora chi usa le stampanti ad aghi: quelle rumorosissime che fanno “bzzz-zzz-zzzz” e che hanno afflitto una generazione di informatici e impiegati. E continuano a farlo, perché in alcuni paesi sono addirittura obbligatorie ancora oggi per la stampa di certi tipi di documenti nei quali è necessaria la copia carbone, per esempio per le ricette mediche e le ricevute delle transazioni bancarie o le stampe dei PIN delle carte di credito, come raccontano i ricercatori dell’Università del Saarland e del Max Planck Institute for Software Systems in Germania che hanno scoperto un fatto curioso: ascoltando una stampante ad aghi è possibile intercettare quello che sta stampando.

La tecnica consiste nel registrare il rumore della stampante usando un comune microfono radio situato nelle vicinanze per poi analizzare la registrazione alla ricerca degli schemi acustici ricorrenti, che identificano spazi, parole o sequenze di lettere, procedendo non sulla base del riconoscimento dei singoli caratteri ma usando metodi statistici e un “dizionario” precompilato di suoni corrispondenti a parole specifiche, assegnando una probabilità a ciascuna parole anche in base al contesto (ossia alle parole che la circondano), come si fa con i sistemi di riconoscimento vocale. Questa tecnica è in grado di recuperare fino al 95% delle parole stampate se si conosce il contesto del materiale intercettato e fino al 72% del testo se non è noto il contesto.

L’articolo dei ricercatori spiega che questa tecnica è stata messa alla prova nel mondo reale in uno studio medico (usando, per motivi di privacy, ricette simulate per un paziente inesistente). Nonostante il rumore di fondo delle conversazioni in corso nella sala d’attesa, i ricercatori sono riusciti a ricostruire una ricetta medica nonostante il nome di un medicinale fosse stato abbreviato.

Il sistema non è perfetto: richiede per esempio un “addestramento” basato su campioni di rumori della stampante di cui si sappia già il significato e ha comunque un certo tasso d’errore. Ma per chi ha a che fare con documenti delicati e teme intercettazioni è importante sapere che esiste la sorprendente possibilità di origliare letteralmente una stampante e che quindi è opportuno prendere delle contromisure. La più banale, segnalata anche dai ricercatori, è una protezione acustica isolante intorno alla stampante: cosa che farà piacere anche a chi lavora nelle sue vicinanze. Se avete un capo tirchio ma paranoico che si rifiuta di sopprimere il baccano della stampante che vi fa impazzire, giocate con la sua paranoia e raccontategli cos’ha scoperto questa ricerca.

Nella bibliografia dell’articolo, inoltre, spiccano vari lavori di altri ricercatori che mostrano come si può intercettare il contenuto dello schermo usando il suo bagliore riflesso su una parete, intercettare segnali emessi da porte seriali non schermate, tastiere, cavi di collegamento per monitor e persino dai LED di stato di vari apparati, come modem e router. C’è di che sbizzarrirsi per gli aspiranti James Bond informatici, e c’è di che strapparsi i capelli per chi ha paura delle intercettazioni d’ogni sorta.

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L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ricevo da una lettrice, e pubblico con il suo permesso, una domanda molto interessante che tocca un aspetto poco considerato: la sicurezza dell’uso di Internet non per i minori, ma per gli adulti che soffrono di acquisto compulsivo e disturbi analoghi. Il problema, per queste persone e soprattutto per chi si occupa di loro, non è bloccare la pornografia o la violenza (sono adulti, difficile che ne vengano turbati più di tanto), come di solito si chiede ai filtri per i minori, ma bloccare l’accesso a siti che vendono oggetti e anche alle offerte via mail. Voi come risolvereste il problema?

Sottolineo che si tratta di un caso serio di una persona affetta da problemi psichici che le impediscono di gestire le proprie finanze e che ha già qualcuno che le gestisce in sua vece. Alla persona sono già state ritirate le carte di credito, che avevano portato a un vero e proprio fiume di prodotti d’ogni sorta che arrivavano per posta. La persona oggi chiede di navigare in Internet per alleviare la propria grande solitudine: la sfida è darle questo sollievo bloccando però qualsiasi possibilità di acquisto, sia con carte di credito sia con pagamento alla consegna o tramite fattura.

Sarebbe necessario bloccare/filtrare qualunque sito che offra acquisti o almeno disabilitarne le funzioni di transazione online, e ho visto che i filtri per minori hanno a volte la funzione selettiva di bloccare i siti di shopping senza bloccare i siti erotici. Ma questi filtri funzionano?

Inoltre bisognerebbe realizzare un blocco o filtraggio anche per la mail, perché le offerte commerciali possono arrivare o essere completate via mail (la persona sta in Svizzera, dove questo genere di transazione sulla fiducia è ancora piuttosto diffuso). Forse una whitelist di indirizzi potrebbe essere accettabile.

Un blocco sull’HTTPS non farebbe altro che esporre ai siti che offrono transazioni commerciali non protette. Una whitelist Web che blocchi l’accesso a tutti i siti Internet tranne a quelli espressamente autorizzati sarebbe semplice e poco costosa, ma anche molto frustrante per l’utente.

Forse sarebbe praticabile fare sorveglianza remota in tempo reale della navigazione della persona, per esempio da un altro computer situato altrove (anche in un’altra abitazione), intervenendo solo se necessario. I costi sarebbero ovviamente alti e sarebbe probabilmente necessario concordare degli orari d’uso di Internet, ma sarebbe certamente un filtro intelligente senza falsi positivi.

Naturalmente esiste l’opzione di non dare accesso a Internet, ma questa sarebbe una resa molto triste.

Avete qualche idea? Parliamone nei commenti.

Aggiornamento: la lettrice, che si occupa di casi come questo per lavoro, ha letto con molto interesse i vostri suggerimenti e conferma che la persona ha seri problemi di salute, è da anni in cura da uno psichiatra, ed è seguita da un’assistente sociale e da una persona (la lettrice) per gestire le sue ormai scarne finanze. Sottolinea che in Svizzera “è ancora possibile ordinare l’inverosimile per posta e riceverlo a casa senza sborsare un franco. I problemi cominciano quando la consegna viene accettata. E giustamente sono coinvolti anche coloro che la merce la inviano e si aspettano di poter concludere una seria transazione commerciale.”

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Churchill mise a tacere gli avvistamenti UFO?

agosto 12th, 2010

Churchill nascose i rapporti UFO per evitare “panico di massa”. L’ha detto il nonno di un tizio

Secondo il Giornale, “Winston Churchill impose il silenzio alla Difesa inglese sugli avvistamenti degli Ufo… per non provocare ‘panico di massa’. Lo rivelano documenti riservati del ministero della Difesa di Londra”. Wow. L’agenzia ASCA titola “Churchill nascose notizia avvistamento UFO”. Secondo Il Tempo, il primo ministro britannico “[o]rdinò di mantenere tutto segreto e per due motivi ben precisi: la notizia avrebbe scatenato «panico di massa» e «distrutto la fede nella Chiesa»”. Il Corriere dice che “Churchill mise a tacere gli avvistamenti di UFO”Google News riporta decine di articoli dello stesso tono. Persino la solitamente sobria BBC titola “Archivi Nazionali dimostrano che Churchill ordinò segretezza sugli UFO”.

La notizia suona decisamente clamorosa, ma una rapida ricerca dei fatti racconta una storia ben diversa. La fonte originale della vicenda (alla quale ogni ricercatore diligente dovrebbe attingere) è il nuovo lotto di documenti governativi attinenti agli avvistamenti di oggetti volanti non identificati, rilasciati dal Ministero della Difesa e pubblicati dai National Archives. I documenti sono scaricabili, per un breve periodo di tempo, da Ufos.nationalarchives.gov.uk. La sintesi indica che l’incartamento è il DEFE 24/2013, specificamente alle pagine 205-209 e 273-277.

Cos’è questa documentazione? Non si tratta di verbali delle riunioni di Churchill, ma di lettere datate 1999, nelle quali il Ministero della Difesa risponde alle richieste di un cittadino che dice che suo nonno gli raccontò di essere stato presente a un incontro, durante la guerra, fra Churchill e il generale americano Eisenhower (comandante supremo delle forze alleate in Europa, diventato poi presidente USA nel 1953), nel quale fu discusso un avvistamento di un UFO da parte dell’equipaggio di un bombardiere della RAF e fu deciso di tenerlo segreto per almeno cinquant’anni. Il Ministero della Difesa indagò senza trovare alcuna conferma della vicenda narrata.

Si tratta, insomma, di un racconto anonimo di terza mano, senza alcuna documentazione di supporto e senza alcuna conferma. Un po’ poco per titolare che Churchill nascose i rapporti UFO per salvare la Chiesa. Certi titoli ad effetto, con il loro “al lupo, al lupo”, gettano discredito sull’ufologia rigorosa e creano facili entusiasmi che poi si convertono in brucianti delusioni quando si va a scoprire come stanno davvero le cose. Peccato.

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