Piacenza: impresa che vale la finale
La Copra espugna 3-1 Cuneo in gara 3 e conquista la finale. A contendersi lo scudetto saranno Trento e Piacenza, che non l’hanno mai vinto.

Piacenza raggiunge la finale scudetto per la terza volta nella sua storia e stavolta proverà quello che non le è mai riuscito: vincere il tricolore. Sulla sua strada troverà Trento, alla sua prima finale al culmine di una stagione straordinaria. Silvano Prandi schiera Cuneo con Gonzalez in regia, Wijsmans e Abbadi schiacciatori, Felizardo e Fortunato centrali, Lasko opposto e Vergnaghi libero. Lorenzetti risponde mandano in campo per Piacenza in cabina di regia Meoni, Bravo e Zlatanov di banda, Bovolenta e Bjelica al centro, Simeonov opposto e Sergio libero. I primi due set sono condotti con autorevolezza da Piacenza, sempre avanti nel punteggio e capace di chiudere il primo parziale 25-20 e il secondo 25-22. Zlatanov è il solito gladiatore mentre Cuneo appare eccessivamente nervosa e fatica a giocare. Nel terzo set Prandi cambia la regia inserendo Marlon per Gonzalez e i piemontesi rialzano la testa vincendo 25-22. Ma la risposta di Piacenza nel quarto set è ampiamente illustrata nel punteggio finale: 25-16. Piacenza vince così 3-1 e vola in finale, sospinta da un Hristo Zlatanov incontenibile: 26 punti con 3 aces al servizio e il 56% in attacco. A completare il quadro l’ottima distribuzione di gioco di Meoni, la supremazia a muro dei centrali biancorossi (4 muri vincenti per Bovolenta, 3 per Bjelica) e l’ottima qualità della ricezione (90% pos. Sergio, 75% Bravo). La giornata no di Cuneo è riassunta nella mancanza di precisione al servizio (un solo ace, ben 15 le battute sbagliate) e nella scarsa vena di Lasko (33% in attacco), Abbadi (32% in ricezione) e Wijsmans (43% in attacco e 41% in ricezione).
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