Quella cosa!
Qualcuno ha giurato di averlo visto, ma in realtà non si sa se sia vissuto per
davvero; certamente gli uomini gli hanno dato una dimora fissa nel loro
immaginario,lo hanno reso protagonista di racconti e leggende. E’ lui: l’abominevole
uomo delle nevi, più conosciuto come lo yeti.
Si dice che viva nell’ Himalaya, che sia molto alto (circa tra 1.80 e 2.40 metri),
che sia ricoperto da una folta pelliccia, che avrebbe una lunga capigliatura, che
abbia le braccia lunghe fino alle ginocchia. Le testimonianze sono tantissime, ma
nessun filmato o fotografia abbia chiuso per sempre il dilemma “esiste o non
esiste?”. ll primo esploratore ad avvistarlo fu B. H. Hodgson nell’ormai lontano
1832, da li in poi iniziarono a circolare nel continente europeo i primi racconti
sulla strana creatura. La consacrazione della leggenda arrivò nel 1921, quando l’
esploratore Howard-Bury scoprì delle impronte gigantesche a 6000 metri di quota
durante l’esplorazione dell’Everest. Davanti ai suoi occhi gli indigeni che lo
accompagnavano si inginocchiarono pronunciando con terrore la parola Metch-Kang-mi,
che tradotta diverrebbe ‘ abominevole uomo delle nevi ‘.
Insomma, una creatura molto strana che gli sherpa, popolazione nepalese, la chiamano
“quella cosa”, nella loro lingua “yeh-teh”, da cui deriverebbe la parola da noi
conosciuta yeti.
Nel corso degli anni sono emersi dei reperti anatomici, come uno scalpo e una mano,
ma l’autenticità non è stata mai confermata. Addirittura è stato rivelato che la
mano trovata, dichiarata appartenere allo yeti, non fosse altro che una zampa di
leopardo delle nevi opportunamente camuffata. Ora però il nostro fantasioso gigante
forse ci ha lasciato delle sue vere tracce per scoprire che esiste veramente: cinque
anni fa in una foresta dell’India nord-orientale furono trovati due peli, uno lungo
44 millimetri e l’altro 33 millimetri, gli esperti non hanno saputo ricondurli a
nessuna specie esistente conosciuta. La notizia trapela da Brookes University di
Oxford in cui sono stati compiuti i test per scoprire a chi appartenessero.
Ian Redmond, un esperto in scimmie, ha detto: “i peli sono la prova più positiva
sul fatto che lo yeti potrebbe forse esistere”. Ora si attendono i test del Dna, i
quali saranno svolti in due laboratori specializzati, per capire con esattezza a
quale creatura appartengano, o almeno evidenziare la parentela a qualche specie.
L’esploratore Reinold Messner, che dice di averlo visto più volte, ha pubblicato un
libro in cui sostiene che lo Yeti sarebbe un orso che ha l’abitudine di camminare in
posizione eretta.
Carmelo Molfetta
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