Rifiuti,Napolitano:no ai localismi
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto nuovamente anche sull’emergenza immondizia: “E’ essenziale non cedere mai a logiche di arroccamento o a pressioni localistiche, i rifiuti in Campania sono un assillo per tutti noi”. Il Quirinale ha voluto anche commentare la proposta di federalismo del nuovo governo: “Spero che si parta dal lavoro del passato, che sia un federalismo solidale e unitario”.
Napolitano lo ha detto nel Salone delle Feste del Quirinale in una udienza pubblica, rispondendo all’indirizzo di saluto del presidente dell’Unione Province Italiane Fabio Melilli. Il Capo dello Stato ha premesso di ”non voler fare accenni e riferimenti specifici alla situazione della Campania”, ma seppur formulata in generale, la sua raccomandazione è sembrata riferirsi anche e soprattutto alla vicenda dei rifiuti che sta creando tensione proprio in Campania.
Affrontato anche il tema del federalismo. Napolitano sottoscrive un federalismo che sia “solidale, unitario ed efficace”. E’ questa l’indicazione che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dà ricevendo al Quirinale la delegazione dell’Unione Province Italiane, ricordando in particolare che “la questione del federalismo fiscale e’ particolarmente scottante e complessa ed e’ divenuta da tempo ineludibile, in attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione”.
Per il capo dello Stato, si tratta di “un appuntamento delicato, cui bisognerà che ciascuno porti il suo contributo, tenendo conto della linea per un federalismo solidale, unitario ed efficace. Non sara’ semplice -ammette Napolitano- mi auguro che il nuovo governo parta anche dal lavoro fatto nella scorsa legislatura, grazie al quale e’ stato presentato un disegno di legge in materia”, valutando al contempo “tutte le proposte che si terra’ opportuno porre all’attenzione del Parlamento”.
Napolitano ha detto testualmente: ”Le province facciano la loro parte. E’ essenziale non cedere mai a logiche di arroccamento, di cedimento a pressioni localistiche, di contrapposizione fra province. Questa è una materia in cui è indispensabile il rispetto dell’autonomia di tutti in una visione regionale, unitaria e solidale”. Il presidente della Repubblica lamenta che, nel processo di revisione istituzionale legato ai progetti di nuovo federalismo “c’è un’estrema lentezza. Non solo l’adeguamento della legislazione e delle regole in materia di entrate dello Stato e di finanza pubblica ma anche l’adempimento di alcune significative previsioni in materia istituzionale non sono ancora giunte al nostro esame”.
Napolitano cita, a tal proposito, il clamoroso esempio delle Città Metropolitane. “Sono un ente inesistente -lamenta- di cui si parla da molto tempo, e che già nella revisione della legislazione comunale e provinciale era presente come aree metropolitane; poi c’è stata la specifica previsione, nella riforma del Titolo V della Costituzione, come Città Metropolitane. Ma tutto è rimasto sulla carta”. Dal capo dello Stato arriva all’Upi l’incoraggiamento a muoversi assieme all’Anci e alla Conferenza delle Regioni. Il presidente plaude anche alla posizione critica espressa dall’Upi sulla proliferazione delle nuove Province e ricorda: “Come ministro dell’Interno mi ritrovai allora solo ad osteggiarle: meglio tardi che mai… . Ma la proliferazione c’e’ stata e ora occorre mettervi riparo”.
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