Roma, il pirata resta in carcere
Stefano Lucidi, il pirata della strada che giovedì a Roma ha travolto e ucciso due fidanzati in scooter, resta in carcere ma con una diversa accusa. Il gip ha infatti convalidato il fermo, ma il reato del quale l’uomo è accusato è omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento e non più omicidio volontario con dolo eventuale. Lucidi resta comunque indagato anche per omissione di soccorso.
In sede di esame della richiesta di convalida del fermo, il pirata della strada è stato interrogato per oltre quattro ore ed ha sostanzialmente ribadito la confessione fatta ai vigili urbani dopo essersi consegnato. ”Siamo soddisfatti”, è stato il commento del pubblico ministero Carlo La Speranza, titolare degli accertamenti insieme con il procuratore aggiunto Italo Ormanni.
Il difensore di Lucidi, Basilio Fiore, ha detto che il suo assistito è profondamente “costernato dalle conseguenze dell’incidente” e, nell’esprimere solidarietà alle famiglie dei due giovani travolti, mentre erano a bordo di uno scooter, in via Nomentana, ha precisato che “la diversa qualificazione giuridica del fatto costituisce un aspetto fondamentale”. Il legale ha anche annunciato che chiederà prossimamente una modifica della misura cautelare emessa nei confronti del suo assistito e solleciterà gli arresti domiciliari.
“Sono sconcertato”
“Sono assolutamente sconcertato per queste derubricazione a omicidio colposo dell’iniziale ipotesi di omicidio volontario contestata dal PM” Questo il commento dell’avvocato Francesco Caro Leo Grimaldi, che assiste i familiari dei due studenti universitari, Flaminia e Alessio, uccisi dall’auto guidata da Stefano Lucidi. “Sarà un mio preciso impegno combattere questa battaglia di legalità e di giustizia perché un fatto così drammatico sia sanzionato come lo deve essere- ha aggiunto il legale -. E’ un caso tipico di omicidio volontario in quanto la condotta di Lucidi ha dimostrato, non soltanto un totale disprezzo della vita umana, ma l’assoluta consapevolezza di poter uccidere. L’alta velocità, che si ricava dal fatto e i corpi dei due ragazzi sono sbalzati ad oltre 20 metri dal punto dell’urto, il passaggio con una serie di semafori rossi e il luogo in cui è avvenuto, altamente trafficato in quell’ora, non potevano non costituire un rischio assolutamente accettato di poter provocare la morte di chi si fosse trovato a passare”.
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