Santanché: “Referendum anti-Merlin”

Fa discutere la proposta della portavoce de La Destra, Daniela Santanché di un referendum anti-legge Merlin che riapra la questione del ritorno alle case chiuse. L’ex candidata premier del partito di Storace ha depositato in Cassazione un quesito “anti-Merlin” che, a suo avviso, potrà servire come ”base di partenza per una nuova legge sulla prostituzione”. La sua raccolta di firme, annuncia, partirà dalle spiagge e dai concerti.

La Merlin, ha sottolineato la ex parlamentare, ”dopo cinquant’anni non può essere considerata un tabù: è necessario cambiarla profondamente garantendo strade sicure ai cittadini e libertà dalla schiavitù alle prostitute”. Come primo risultato la Santanché ottiene quello di avviare un dibattito.

Bene il referendum come pungolo al Parlamento per mettere mano alla norma, è la reazione di Pdl e Lega, con l’eccezione dell’ex Udc Carlo Giovanardi, che si dice contrario alla riapertura delle case chiuse. Meglio concentrasi sulla lotta allo sfruttamento evitando un ”referendum polverone”, ribatte invece il centrosinistra.

Tra le prime a reagire è la leader di Azione Sociale, Alessandra Mussolini, che ha da pochi giorni depositato alla Camera una proposta di legge per la creazione di “zone rosse” per la prostituzione e che boccia l’iniziativa della Santanché. ”Le proposte di legge già depositate oltre la mia in Parlamento - sottolinea - sono tante e tutte volte alla soluzione del problema. Occorre solo calendarizzarle e lavorarci su. Proporre un referendum è un inutile spreco di denaro pubblico”. Più possibiliste le altre parlamentari del centrodestra. ”Ben venga - dice l’ex sottosegretaria azzurra alla Giustizia, Jole Santelli - se è uno strumento di provocazione al Parlamento affinché se ne occupi”. Anche perchè, osserva un’altra azzurra, Isabella Bertolini, ”il Parlamento deve mettere tra le proprie priorità l’approvazione di una nuova legge sulla prostituzione”.

Diverso il taglio dei commenti del centrosinistra: ”Non serve un referendum polverone”, chiude l’ex ministro Livia Turco. L’obiettivo, per ora, evidenzia un altro ex ministro, Barbara Pollastrini, non è riaprire le case chiuse ma ”combattere la prostituzione coatta fatta di donne, molte minorenni, ridotte in schiavitù, minacciate, sfruttate”. Tiepidi anche i radicali: ”la Santanché, non so per quale motivo - osserva la segretaria Rita Bernardini - si è precipitata a depositare questo referendum. Per quanto ci riguarda abbiamo una nostra proposta di legge in merito”.

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