Save the Children a KrooBay, dove i bambini vivono tra i rifiuti
Tra le aree in cui l’organizzazione internazionale Save the Childrens sta
lavorando, una di quelle che vive la situazione più drammatica ed
impressionante è Kroo Bay, in Sierra Leone, una delle innumerevoli
baraccopoli nate intorno alla capitale Freetown.
La Sierra Leone è ufficialmente uno dei paesi più poveri nel mondo con circa
il 70 per cento di disoccupazione, dove i due terzi della popolazione che
vive sotto la soglia di povertà e la speranza di vita si attesta ad appena
37 anni.
Il paese è stato devastato dalla guerra civile scoppiata nel 1991 e
terminata nel 2002. Decine di migliaia di persone sono morte durante il
conflitto e su 6 milioni di abitanti più di un terzo della popolazione è
profugo, ha perso la sua casa o ha comunque dovuto spostarsi dal luogo in
cui viveva.
La guerra in Sierra Leone è tristemente famosa per le atrocità commesse dai
belligeranti, contrassegnate da un’estrema crudeltà: il bilancio
dell’operato di gruppi ribelli e forze governative è di circa 6000 persone
rimaste mutilate delle mani o delle braccia.
A Freetown, durante la stagione delle piogge, le baraccopoli della periferia
vengono invase dall’acqua, gli scoli inadeguati si ostruiscono riversando
acqua putrida che invade case e baracche, portando con se ratti e malaria,
scarafaggi, colera e dissenteria.
Durante questo periodo dell’anno la gente si trova costretta a dormire a
pochi centimetri dall’acqua infetta: in un mese 3800 persone in media si
ammalano di malaria e dissenteria.
Kroo Bay è uno dei teatri di questa situazione drammatica, con più di 5.000
persone che vivono a stretto contatto, stipati in baracche di latta, nella
povertà più estrema.
Qui non è raro osservare i maiali che grufolano negli stagni immersi fino al
ginocchio, con intorno escrementi umani che galleggiano, mentre poco
distante donne e bambini usano la stessa acqua per lavarsi e fare il bucato.
Kroo Bay è un assembramento di poverà umana costruito su cumuli di rifiuti,
costantemente inondati dall’acqua che si porta dietro le malattie mortali,
in cui la maggior parte della gente che ci abita non può pagarsi le medicine
nella clinica locale, ed un bambino su 4 non raggiunge i 5 anni.
Fra il dicembre 2007 ed il maggio di questo anno il prezzo di un sacchetto
da 50 chili di riso a Freetown, è aumentato del 50 %.
L’organizzazione Save the Children ha costruito tra le baracche un passaggio
pedonale sopraelevato per far sì che la gente non debba guadare le acque
infette e inoltre ha formato 240 volontari per identificare e trattare i
casi di diarrea. Ma l’impegno dell’organizzazione non finisce qui e gli
sforzi successivi sono orientati ad una serie di interventi volti ad
ammodernare la clinica locale, formando ancora più volontari e rifornendo il
piccolo ospedale delle attrezzature e dei medicinali indispensabili. La
stessa organizzazione sta collaborando poi con il governo perchè
quest’ultimo renda la sanità accessibile a tutti.
A Kroo Bay, su una spiaggia a lato della baia c’è un peschereccio
abbandonato, il Mont Loura, che oggi è diventato un rifugio di fortuna per
decine di bambini orfani o abbandonati.
Lo scheletro arrugginito del peschereccio fornisce un posto dove dormire e
un po’ di sollievo all’implacabile sole delle ore più calde della giornata.
A vederli affacciati così, tra le orbite vuote della vecchia nave, gli
abitanti del battello appaiono come un gruppo di bambini spensierati intenti
a giocare ai pirati.
Ma lo squallore incredibile che circonda l’area non lascia spazio alle
fantasticherie, e ci riporta immediatamente alla cruda realtà in cui sono,
loro malgrado, imprigionati questi bimbi.





