Shine a Light
Scorsese e le pietre rotolanti in un’ intensa pellicola-concerto su vita da palco, retroscena e pensieri dei grandi vecchi del rock più vero di sempre

Diciamoci la verità: cos’è che, francamente, non è ancora stato detto su Mick Jagger e compagni? Praticamente tutto e anche il suo contrario, o forse ancora no: esce infatti in queste settimane, per la regia di Martin Scorsese e distribuito in Italia dalla BIM, “Shine a light”, racconto fedele – e forse anche qualcosa di più – di quell’ esibizione degli Stones al Beacon Theater di New York che in maniera trionfale andava a chiudere, nell’autunno del 2006, l’ultimo tour mondiale di una formazione che non ha bisogno di presentazioni.
Lo stesso Scorsese del resto, questo va detto, ha il rock nel sangue e questa è cosa nota: tanto per dirne un paio infatti, per chi non lo sapesse, nel documentario “Tre giorni di pace, amore e musica“ girato sul campo a Woodstock nel ‘70 è stato lui l’assistente alla regia e addetto al montaggio, così come suo era l’occhio dietro la macchina da presa sul set de “L’ultimo valzer” del ‘78, racconto dal vivo dell’ultima esibizione dei The Band, e su quello del già più recente“No direction home: Bob Dylan”.
Scorsese, a ben guardare, ha sempre e costantemente nutrito il suo cinema di musica, facendo in modo che il suono scorresse e confluisse in ognuno dei suoi film al punto da formare un impasto unico fatto di vibrazioni sonore e d’immagine, così da creare commistioni suggestive ma sempre e comunque appassionate, talvolta crude forse, in ogni caso iperreali. Anche questa volta, dunque, non si smentisce e nel plasmare il suo omaggio fedele e visionario alle pietre rotolanti sferra in campo una squadra di tecnici della fotografia di tutto rispetto che – e già questo da solo è tutto dire – vede un certo Robert Richardson (”The Aviator”, “JFK“) impegnato nei panni di supervisore e concede all’onnipresente colonna sonora quella che in questo caso è la giusta quanto inevitabile parte del leone.
Queste le tracce della soundtrack:
- “Jumping Jack Flash
- “Shattered”
- “She Was Hot”
- “All Down the Line”
- “Loving Cup”
- “As Tears Go By”
- “Some Girls”
- “Just My Imagination”
- “Faraway Eyes”
- “Champagne & Reefer”
- “Tumbling Dice”
- “You Got the Silver”
- “Connection”
- “Sympathy for the Devil”
- “Live With Me”
- “Start Me Up”
- “Brown Sugar”
- “(I Can’t Get No) Satisfaction”
- “Paint it Black”
- “Little T&A”
- “I’m Free”
- “Shine a Light”
Arriva dunque nelle sale, per la gioia degli appassionati e anche di quelli che per la prima volta avranno a che fare con il carisma irresistibile di questa formazione che si è potuta permettere il lusso di fare sfracelli da qualcosa come 40 anni a questa parte, “Shine a Light”, che vuole essere in sostanza non solo l’omaggio appassionato di un cineasta di razza ad una band che ha fatto la storia, ma anche qualcos’altro: un manifesto, un racconto e, soprattutto, la visione di una magia in musica che risponde ancora oggi, inossidabile come non mai, al nome di leggenda.





