Sommersby
E’ un film drammatico, ma da vedere, quanto meno per i protagonisti.
Siamo nel 1867, nel Tennessee, dopo la guerra civile, torna a casa un uomo che tutti riconoscono come Jack Sommersby (Richiard Gere), proprietario terriero, dagli atteggiamenti tutt’altro che tenui.
Ma sembra cambiato: inizialmente neppure la moglie (Jodie Foster) lo riconosce, è gentile, innamorato della moglie, aiuta gli altri e grazie alla sua inventiva crea la prima cooperativa ed aiuta la comunità a risolvere una drammatica situazione economica.
Ma di punto in bianco viene accusato di un omicidio di molti anni prima, ma il sospetto che quell’uomo non sia Jack Sommersby solleva una questione ancor più difficile: se è lui è colpevole, se non è lui è innocente.
La moglie lo accusa di essere un impostore che si è finto Jack, lui confessa di essere colpevole per salvare tutto ciò che aveva fatto (e cambiato) fino a quel momento, e quello che lui era diventato.
Interpretazione esemplare dei due protagonisti, la storia ha dei tratti simpatici, è ricca e profonda: è da vedere.
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