Un metodo per far fronte ai debiti? il suicidio!
Stati Uniti: alcuni giorni prima che il congresso americano facesse passare
l’”Housing Bill” una legge che tenta di evitare ai proprietari di casa lo
sfratto perchè non possono più sostenere i mutui ed il conseguente,
inevitabile pignoramento, in molti, negli Stati Uniti hanno ricorso ad una
soluzione quantomeno drastica per sopportare quanto gli stava accadendo: il
suicidio.
E’ questo il clima che si respira tra i piccoli proprietari, sovente
travolti da tali debiti montanti che perdono per prima cosa la loro
abitazione.
Ed i commentatori sostengono che è strano come il clima che si sta creando
non scateni una diffusa rabbia popolare ma piuttosto il ricorso al suicidio
delle vittime come unica risposta.
Insomma il clima generale in merito è molto diverso da quanto accadde sempre
negli Stati Uniti nel 1890, quando gli agitatori aizzavano la folla contro
lo stesso sistema in vigore al giorno d’oggi, ed i proprietari si erano
rifiutati di lasciare le loro case ed avevano chiesto a gran voce che
venisse abolita il sistema delle ipoteche sulle abitazioni.
Lo stesso era successo negli anni ‘30 del novecento, quando coltivatori ed
inquilini si opponevano a sfratti e pignoramenti con assembramenti di folla
ed anche armi da fuoco. Tale opposizione aveva avuto seguito a tal punto che
in molte città americane era stata proposta una moratoria su sfratti ed
ipoteche. Nel 1931 a Chicago si era addirittura arrivati a scontri fisici
tra forze dell’ordine e inquilini sfrattati, in un caso il tumulto era
costato tre morti e tre poliziotti feriti. Molte volte questi scontri erano
del tutto spontanei, stimolati dal bisogno e dalla paura di restare sulla
strada, cosa che oggi non accade, o almeno accade in modo molto diverso: al
giorno d’oggi gli inquilini sembrano incapaci di rivolte collettive, ma
piuttosto si esprimono attraverso forme di autolesionismo, che arriva fino
al suicidio o alla minaccia di farlo, oppure a gesti di follia come tentare
di minacciare i propri creditori armi in pugno.
Il suicidio sembra essere diventata la risposta più popolare per chi viene
travolto dai debiti, e se vogliamo cercare un precursore recente di quanto
sta accadendo negli Stati Uniti dobbiamo andare fino in India dove, nel 1997
una stima dava circa 150mila agricoltori che, anch’essi travolti dai debiti
si suicidavano. Non essendo di facile reperibilità le armi da fuoco in India
il sistema più utilizzato era quello di bere i pesticidi.
D’altronde, negli Stati Uniti, se non puoi pagare i tuoi debiti, e non puoi
rivestire il tuo ruolo di consumatore, e se in più non hai la possibilità di
entrare nel mercato del lavoro perchè non ti vogliono più- come sta
succedendo ad una fetta sempre più grande di americani - cosa altro ti resta
da fare?
L’alternativa potrebbe essere quella di valutare che la propria vita valga
qualcosa di più di un debito con un immobiliare, e molti potrebbero
risolversi a rivolgere contro l’esterno tutta la violenza che dirigono
contro se stessi. Ciò sarebbe per qualcuno un problema serio: dietro a
questo mondo di speculazioni e di businness su tracolli finanziari,
pignoramenti e debiti infatti ci sono delle persone in carne ed ossa che ne
sono responsabili, persone il cui potere è immenso e che sono ben quotate
nei listini di borsa di Wall Street proprio per gli introiti che riescono ad
ottenere. Nel prossimo futuro potrebbero essere fortemente preoccupati dalla
rabbia montante. Per ora a soccombere sono solo le vittime e non i
responsabili di quanto sta succedendo, ma fino a quando?
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