Vademecum per licenziati.

La cosa più importante da fare quando si viene licenziati è NON FIRMARE NIENTE.

Verrete chiamati nell’ufficio del direttore finanziario. Lì troverete almeno un’altra persona che svolge il ruolo di testimone: serve all’azienda per dimostrare che vi è stata consegnata la lettera di licenziamento.

SE VI PROPONGONO DI FIRMARE UNA LETTERA DI DIMISSIONI RIFIUTATEVI CATEGORICAMENTE.

Prendete la lettera di licenziamento, NON FIRMATE NIENTE, e andatevene tranquillamente a casa. Nel giro di un paio di giorni vi arriverà comunque una raccomandata.

La maggior parte delle agenzie lascia qualche giorno di tempo per prendere dall’ufficio gli effetti personali, questo se prima non ci sono stati evidenti attriti o se la posizione che ricoprite non è particolarmente delicata.

È probabile che vi verrà offerta una cifra, detta a voce oppure scritta su un foglio di carta anonimo. Magari la cifra vi sembrerà conveniente. Rispondete che ci penserete ma NON FIRMATE NIENTE. Avrete tutto il tempo per rifletterci bene.

Mentre siete a casa in attesa della raccomandata dall’agenzia contattate un consulente del lavoro. Se non siete gli unici ad essere stati licenziati cercatene uno insieme ai vostri colleghi. Risparmierete sul suo compenso e potreste aver maggior potere contrattuale.

Non pensate di poter gestire la cosa da soli. Il direttore finanziario della vostra agenzia è più esperto e bastardo di voi, altrimenti non farebbe quel mestiere. Affidarsi a un consulente del lavoro è la scelta giusta: riuscirà a farvi ottenere molto di più di quello che vi è stato offerto . E questo con una normalissima trattativa, quasi sempre senza la necessità andare in causa.

Non ascoltate chi dice che vi conviene chiudere subito, con quello che vi offre l’agenzia, per evitare di essere bruciati nell’ambiente. Sia a voi sia all’agenzia conviene chiudere presto ma l’iter normale è quello di una trattativa tra il direttore finanziario dell’azienda e colui che vi rappresenta. Questa è una cosa risaputa da tutti. Dall’agenzia che vi sta lasciando a casa e da quella che vi assumerà in futuro.

Ripeto. Rivolgersi in questi casi a un consulente del lavoro non significa fare guerra alla vostra ex agenzia – succede solo nel caso in cui poi decidiate di fare causa – vuol dire solo tutelarsi al meglio per far valere i propri diritti. Se non sapete proprio dove andare a trovare un consulente potete scrivermi: badmen69@gmail.com.

L’ultima cosa da sapere è che il licenziamento comporta sempre uno stress emotivo, non permettete che qualcuno si approfitti della vostra fragilità. Non siete i primi a essere lasciati a casa e, specie di questi tempi, le vostre capacità personali e professionali non c’entrano niente. Avrete tutto il tempo per prendere le decisioni giuste ma soprattutto per ottenere quello che è giusto.

N. B.

Naturalmente questo vademecum è valido solo per le persone che hanno contratti a tempo indeterminato. Se avete un contratto a progetto c’è poco da fare amenoché non vogliate dimostrare che, a prescindere dal tipo di contratto, era come se foste dipendenti dell’agenzia.

albertotuf Mi piace l’adv, ma non mi piace come s’è ridotta. Sono un Super Eroe tornato dal passato per spazzare via il presente e dare un futuro ai pubblicitari italiani. Posto ogni notte a mezzanotte e dintorni, come un Marzullo qualsiasi, solo più cattivo.

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